27 dicembre 2007

Meno male che c'è GG!

Come forse già sapete (ma se non lo sapete ve lo dico io adesso), il sagacissimo GG ha trovato un luogo per il nostro RB (Ritrovo Blogger). Il nuovo summit averrà precisamente alla
OSTERIA XX SETTEMBRE
Via XX Settembre
43100 Parma (PR)
l'orario di ritrovo è previsto per le 9.00, poi si va in aperitivo/cena.
Mi raccomando la puntualità. E se ci son problemi chiamate! Che se non ci saltate fuori vi veniamo a prendere al casello dell'autostrada (vi direi volentieri come si arriva al ristorante dall'uscita, se lo sapessi!).
Quindi, ci vediamo il 4 Genaio 2008. Per ora, tante cose.
Baci,
-L.

22 dicembre 2007

Il Berso è in ferie

Il buon Jury (aka Lo Stupido) mi telefonò in quel di oggi, per emttermi in guardia sul fatto che il Berso ha chiuso per ferie, il 4 di Gennaio!

Meglio, così viene anche lui, a cena! (vero, Berso?)

Adesso ho sguinzagliato il suddetto Stupido per trovare un posto decente vicino a Parma, visto che la maggior parte dei presenti verrà da lì... appena ho notizie (roba di domani o dopodomani al massimo) inquadriamo il nuovo obiettivo, e vi dico tutto precisamente. Naturalmente, il giorno non cambia!

Cominciamo benissimo!

Baci,
-L.

21 dicembre 2007

Habemus Data

Ok, vista la schiacciante superiorità, chiudo il ballottaggio, e dichiaro che il (BR, Blogger Raduno. No, però BR suona male, che poi ci sbattono in galera. Meglio RB, Raduno Blogger, sì. Cazzo ho scritto BR, adesso il mio Blog sarà controllato dai Servizi Segreti, che palle) RB si terrà

VENERDI' 4 GENNAIO 2008
(lo scrivo in rosso così si nota)

e ci si trova al ristorante del Berso, Al Vèdel, che è in Via Vedole 68 a Colorno - 43052 (PR), io direi ad un orario politico, tipo le 9.00 (che tanto poi arrivate tutti dopo, lo so già io). Per ulteriori informazioni sul ristorante, c'è pure il sito, www.alvedel.it.

Per ora, fra i partecipanti annovero, oltre a me, Lo Stupido, GG, la Vale, la Donzelletacheviendallacampagna, la Cally e la Mafy. Però i partecipanti al sondaggione sono di più, quindi:

a) chiedo conferma a quelli nominati;
b) chiedo agli altri interessati di dirmi "hei, ci sono pure io!" oppure "beh, e a me non mi conti?" o cose del genere, insomma datemi un segno;
c) chiedo agli altri di partecipare, almeno moralmente.

Per il menù mi sto per affidare allo Stupido, quindi siamo rovinati.

Aspetto un paio di giorni le conferme/partecipazioni ufficiali e poi prenoto.

Se qualcuno vuole il mio numero di telefono per eventuali emergenze/comunicazioni dell'ultimo minuto, o me lo dice qui (e mi indica una e-mail a cui inviarlo, che non lo pubblico) o mi manda una e-mail a lillolaiglile@libero.it, che gli rispondo in tempo zero.

Baci, bacetti e pandori.

-Lillo

18 dicembre 2007

Il sondaggione

Ok, questo Blog è un posto all'avanguardia, in cui VOI prendete le decisioni da casa, praticamente il Grande Fratello Internauta, l'Isola dei Famosi de Stica.
Votate qui a fianco (nell'angolo in alto a destra, dai su, potete farcela anche voi) per la data della cena fra Bloggerszszszszszsszs.

A fine settimana si decide, chi c'è c'è, chi non c'è se la tiene com'è!

Baci e televoti,
-L.

Bicos aim fisical

Stamattina mi sono drammaticamente pesato.

Ho strabuzzato gli occhi.

61 kg. SESSANTUNO?

Oh ca..spio, ho perso un altro chilo. Non mi si vede più ormai.

No seriamente, questo è un dramma. Devo fare allenamento con un cristone che pesa 83 kg. 61 sono un pò pochini.

PER CUI

Da oggi il vostro glabro preferito ha un nuovo obiettivo, che poi siamo alla fine del 2007 e fa sempre molto fico darsi uno scopo per l’anno che viene.

Ok, Lillo, per Luglio 2008 devi tornare ALMENO a quota 67 kg. Di muscoli, mica di pancia. Quindi, visto che hai smesso di fumare (sì, pare che ce l’abbia fatta), vedi anche di smettere di bere (o almeno, di bere COSI’ tanto) ed inizia a mangiare come un essere umano.

E continua ad allenarti.

Sì, sei troppo magro. Troppo. Però.

Beh, oddio. Diciamo che staresti meglio con un pò più di carne addosso. Però.

Sì, lo so. Lo sappiamo tutti e due. Sì, è un pò stretto. Si nota poco. Però.

Però, Lillo, hai sempre un gran bel culo.

...

P.S.: stasera facciamo i conti e pubblico i partecipanti, oltre ad indire un sondaggio per stabilire definitivamente la data (le scelte saranno 2, ma comunque poi vi spiego).
P.P.S.: stasera vado a tagliarmi i capelli, quindi è probabile che perda un altro chiletto. Pazienza.

17 dicembre 2007

A proposito di Bloggers

Buongiorno, miei cari Voi, e scusate per la prolungata assenza ("mica ti ho chiesto di tornare", dirà qualcuno, ma tant'è), ma mi son successe un paio di cose che han richiesto... concentrazione, ecco. Nel frattempo ho messo insieme le idee per la temutissima Cena fra Bloggers, ed ho purtroppo riscontrato che:
-Tante persone sono già impegnate
-Alcune partono in occasione delle vacanze
-Pure io, fra una cosa e l'altra, c'avrei da fare, certe sere
Per cui, mio malgrado, mi trovo costretto a rimandare
PERO'
uno mica rimanda, come si suol dire, "a data da destinarsi", eh no, cari Voi, io rimando a *correzione*VENERDI' 4 GENNAIO 2008 *correzione*.
La prima cenda dell'anno (voglio dire la prima cena fuori) vorrei farla con Voi, cari Voi, quindi partecipate numerosi.
Sono naturalmente obbligati ad una risposta (non dico un intervento perchè sarebbe troppo) tutti quelli dell'Emilia, sennò li depenno dalla lista dei contatti. Sono caldamente invitati quelli di Milano, Bologna, Genova, zone limitrofe, Regioni a Statuto Speciale, Marte, Venere, e gli abitanti della parte esposta al sole di Plutone (ammesso che ci sia)
QUINDI
rimango in attesa di ricontro, cari Voi, e colgo l'occasione per porgere distinti saluti.
-L.
P.S.: non mi sono dimenticato i meme che mi avete tirato, solo che devo trovarci il tempo di farli, ma vi giuro che prima di mercoledì mi impegno e vediamo cosa riesco a fare. Baci.
P.P.S.:ok sono un pacco, ho sbagliato data, ed ho guardato Luglio 2007 (non chiedetemi il perchè, ok?). Ho già corretto.

06 dicembre 2007

Eau de Venom

Stella stellina
la notte si avvicina
si accende la candela
non è una buona sera
una rondine
non fa primavera
d’altronde
un corvo non fa inverno
un fuoco non fa inferno
il buio nasconde
in tasche capienti
tutti i segreti
ed i sentimenti
morde la serpe
ma il veleno peggiore
scorre nelle mie vene
passando dal cuore.

29 novembre 2007

Il Bambino Ciccione

On air: Nowhere to run – Martha and the Vandellas

RamboLillo si tuffa oltre i cespugli con una agilità che non gli appartiene. Il fiato corto, il sudore che gli scivola giù lungo le tempie, un piccolo graffio sul braccio destro che sanguina.

Ma adesso RamboLillo non ha tempo di sanguinare.

Perchè RamboLillo è un uomo in fuga. In fuga dal suo peggior nemico.

Ok, forse non proprio il peggiore, ma comunque uno dei primi 5.

Il Bambino Ciccione.

RamboLillo afferra la borsa da allenamento e si lancia, come un fulmine, oltre le doppie porte; il custode della palestra tenta di fermarlo, ma viene dribblato come un birillo da bowling in mezzo all’allenamento del Brasile. RamboLillo riesce appena a percepire in lontanza l’urlo d’agonia del suo carnefice, che sbraita disperato “la tesseraaaaaaaaaaaaaaaaa...”

Ma NinjaLillo non è più lì. E’ già oltre, correndo come un treno.
E, proprio come ogni treno, arriva al capolinea.

Spalanca la porta dello spogliatoio, mentre un brivido gli corre lungo la schiena. Sonda con lo sguardo ogni centimetro quadrato, ogni volto, ogni borsone, alla ricerca del suo peggiore incubo.

Ma l’incubo, stasera, non c’è.

NinjaLillo tira un sospiro di sollievo. Ma fa male.

Accompagnato dal fragore del tuono, la porta alle spalle di NinjaLillo si spalanca, e la figura flaccida e goffa di 70 kg di sedicenne avanza a fatica nello spogliatoio.

M., il Maestro di Lillo, pronuncia quelle parole che non potranno mai essere dimenticate da nessuno dei presenti, e che verranno tramandate ai posteri come monito:

“F., chiudi la porta, che c’è freddo”.

Il bambino ciccione avanza col suo sorriso ebete in mezzo a tutti, distribuendo la visione della sua serra brufoloide appollaiata sotto un ridicolo ciuffo di capelli.

Il suo sguardo e quello di NinjaLillo si incontrano per un attimo, ma tanto basta: stasera, per loro due, non ci sarà un posto dove scappare.

Nowhere to ruuuuuuuun, nowhere to ruuuuun....

FINE PRIMO TEMPO

*le luci in sala si riaccendono, mentre qualche persona si alza e si incammina verso l’uscita*

Oh Lillo, ma che cazzo di film m’hai portato a vedere?
Perchè, non ti piace?
No, anzi, è molto carino, però un pò troppa tensione. Miii, lo sai che i film al fulmicotone non li reggo bene...
Sì, fulmicotone dè stica, per te “I ponti di Madison County” è un thriller. Dai su, porta pazienza, ti prometto che la prossima volta andiamo a vedere quello che vuoi tu.
Ma poi, posso farti una domanda?
Certo. Basta che non riguardi ancora quella storia delle vongole e del motorino.
No, no, tranquillo.
Dimmi allora.
Ma è un caso che il protagonista del film si chiami come te?
Assolutamente.

*scende nuovamente il buio in sala, e la proiezione riprende con uno spot di

CASA DI RIPOSO DELLA LIBERTA’
perchè coglioni si nasce, si vive e si muore!


breve ma intenso, che provoca qualche fischio in sala*

JudoLillo indossa il suo judogi, e si muove sul tatami con la frenesia di un lupo in gabbia. Il BC (bambino ciccione) lo sta fissando intensamente dall’altra parte della stanza, mentre si leva con aria minacciosa i pelucchi da dentro l’ombelico. Il risultato è un gomitolo con cui si potrebbe tranquillamente fare un paio di maglioni di lana.

“Va bene” tuona il maestro M. dal centro della stanza “basta con la tecnica, adesso ci ribaltiamo un po’. A coppie!”

Al suono del comando, come cani che sentono il rumore della campana del cibo, JudoLillo e BC si avventano uno sull’altro, prendendosi per gli stracci. Il tanfo di forfora ed ascella che proviene da BC è assolutamente nauseante, ma JudoLillo stringe i denti e non molla la presa. Sì è allenato troppo, aspettando questo momento. E non sarà un semplice odore di fogna rancida piena di immondizia, a farlo cedere. Però, un pensierino ce lo fa.

I due guerrieri iniziano la loro lotta.
BC tira, JudoLillo schiva.
BC spinge, JudoLillo assorbe.
BC cerca di investirlo in motorino, JudoLillo si fa scudo con un ausiliario del traffico.
BC scarica sull’avversario un mitragliatore, JudoLillo schiva i proiettili come in Matrix.

Poi, tutto in un attimo.
BC si scompone, si dimena, si affanna. Sembra non farcela. Ma è tutta una tecnica, una scenata, e JudoLillo lo sa. E quando BC gli sussurra “Devo fare la cacca”, Lillo si rende conto troppo tardi che la tecnica segreta del suo avversario è già partita.

PROOOOOOOOOOOOT

La scurreggia irrompe sul tatami come un toro nell’arena; Lillo barcolla, la vista si annebbia, le gambe cedono. E’ completamente avvolto dalla nebbia verdognola ed umidiccia del peto puberale, e si divincola come una sarda nella rete per liberarsi.

Non ce la fa. Il respiro si fa più corto.
Sta per cedere.
“No” dice JudoLillo fra sè e sè “non posso mollare. Non ora. Non stavolta!”

JudoLillo si rialza. Il suo corpo è circondato da una luce brillante. Il suo grido riempie l’aria e dissipa la nube malsana.

UOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO...

La casacca esplode, lasciando scoperto il possente torace sul quale capeggiano sette cicatrici che formano una costellazione, quella dell’Orsetto Ricchione (mi pre-sento son l’Orsetto Ricchione...).

BC lo guarda terrorizzato, cercando nello sguardo del suo avversario una pietà che non c’è, che ha lasciato il posto alla vendetta. Il petomane viene investito da una pioggia di colpi letali, che devastano tutto il suo essere, mentre il rumore sordo dei colpi viene coperto dal terribile grido di guerra di KenLillo.

UATATATATATATATATATTATATATATATATATATA...

e poi, con un Osoto-Gari da CINEMA, KenLillo schianta il suo avversario al tappeto...

....UUUUUUUUUATTTTTTTTTA’!

Ce l’ha fatta. Dopo anni di sacrifici, umiliazioni, botte, sangue e merda, Lillo ce l’ha fatta. BC giace sconfitto e piange le amare lacrime del suo declino. Lillo, invece, avvolto dal sole del tramonto, si avvia verso il Maestro M., che lo aspetta, con lo sguardo colmo di orgoglio per il suo allievo.

Lillo giunge di fronte al maestro M., che gli mette una mano sulla spalla, e con il fare saggio e pieno di un padre, gli sussurra quelle parole che il nostro eroe porterà sempre ne cuore, durante tutte le sue avventure:

“La prossima volta che urli in allenamento, ti spezzo le gambe”.

*Dissolvenza*
*Titoli di coda*

...

Ebbene sì, Lunedì sera ce l’ho fatta: ho ribaltato il Bambino Ciccione in allenamento!

Volevo condividere con voi questo bel momento.

Baci,
-L.

27 novembre 2007

Il bambino grasso - the prologue

Due uomini.

Una sfida.

Un vincitore.

Prossimamente sui vostri schermi! Stay tuned...

23 novembre 2007

Movimenti

Sono tornato da Firenze, ieri sera.
Bella, eh, peccato sia stato solo all’Ospedale pediatrico (per lavoro).
E vi ritrovo tutti, rigorosamente in ordine sparso.

La Cally e la Mafy minacciano di farsi more (potrei guidare un’insurrezione popolare).
GG scrive post che vorrei scrivere io, ma non mi vengono. A lui sì.
Jury mi torna nostalgico.
Larry legge.
L’Ofelia scrive.
La Vale latita.
La Robbbè va al cinema per dimenticare cane e macchina (ciao Oreste!)
Spin compra un Mac.
La Gaiux si dà ai Ricchi e Poveri.
La Maurizia si dà a Boublè.
Le Pennutine si fan scappare un sacco di occasioni.
Patty, Selma e BDP si innamorano di Cangini, Sado & Maso.
La Margy si fà la frangia e va in England a farsi un giro.
La Pappina alza il riscaldamento.
Digito ricorda.

Ed io sono qui davanti a pensare che, effettivamente, è stupido lavorare sbronzi. E’ stupido essere sbronzi, per la verità. Specialmente di Venerdì. Cioè, miseria eva, aspettare una giornata no?
Dovrei essere in pò... un pò meglio, ecco. Sarebbe ora, di diventare meglio.
Non sono soddisfatto. Inizio a credere che sia vera, questa cosa del crearsi i problemi se non li abbiamo.

Ora, non arrivare alla fine del mese, odiare il tuo lavoro, bere e fumare più del necessario (come se ci fosse una soglia del necessario, per ste cose) ed avere l’autostima sotto le suole forse non sono grandi problemi.
Ma nel mio piccolo universo, il mio sole si sta spegnendo.

Devo trovare quei maledetti fiammiferi.
Ci vediamo Lunedì; intanto, almeno voi, non fate cazzate. So già che io non potrò esimermi.

16 novembre 2007

...

Sono tornato, ma forse non dovevo.
Hmmm, già.
Ho pensato che non importa quanto è forte la bufera: quello che conta, è quanto è grande l'ombrello che hai.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovete muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

12 novembre 2007

Sono assente, Signora Maestra!

Questa settimana latiterò abbastanza, visti gli impegni di lavoro.
Avrò occasione di leggere tutti i vostri magnifici blog, forse, ma sicuramente non di scrivere qualcosa sul mio (destino infame).
Per cui, in una emergenza, scrivetemi a lillolaiglile@libero.it
Tranquilli, tanto è l'indirizzo di posta che usano i miei amici per madarmi del porno, ha visto cose che voi umani... però almeno voi, per pietà, basta donnine e omini che fan porcherie. Basta.
Se avete urgenze scrivete.
Se non ne avete beati voi.
Noi ci si sente comunque settimana prossima (credo).
Saluti e baci.
P.S.: ho scritto "porno" in un mio post. Sarei curioso di avere ShinyStat per vedere l'impennata di accessi.

07 novembre 2007

Di Lillo ed altre facezie


Va bene, innanzitutto vi presento l’ottava meraviglia del mondo, cioè Bongo il Magnifico (insomma il mio cane).

La foto lo ritrae in una posa particolarmente tenera, ma se passate dalle mie parti e tenete ai vostri polpacci (e, nel peggiore dei casi, anche a tutto il resto), sarà meglio che non vi avviciniate troppo al mio cancello.

Per il resto, è un tenerone.

Poi, sorpassata la fase di down che mi è salita (down-salita, capito? si vabbè, chevvelodicoaffà) per la scomparsa di 2 personaggi di riferimento della mia vita (ok, non sono paragonabili fra loro, ma tant’è), sono pronto a raccogliere il temutissimo meme della Vale.

Ho riposto la vergogna e mi sono messo la mia faccia da culo migliore, voi in compenso abbiate pietà.

Numero 1: ho un certo livello di dipendenza dalla Guinness, tipica birra scura irlandese. Nel senso che DEVO assolutamente berne qualche litro alla settimana, altrimenti sto male. Ultimamente la cosa ha assunto risvolti macabri, viste le possibili ritorsioni sulla mia patente.

Numero 2: ho una voglia (di fragola, dice mamma-mia-santissima) sulla parte sinistra del basso ventre, ma con l’età si è sbiadita, e ormai non si vede quasi più.

Numero 3: canto dovunque. In macchina mentre guido, sotto la doccia, mentre mi alleno (non chiedetemi come faccio), mentre cucino, appena sveglio, mentre lavoro. A volte, nel mezzo di una conversazione fra amici SBAM piazzo canticchiando il ritornello di una canzone che mi è tornato in mente.

Numero 4: sono cronicamente timido, romantico, con una punta di misoginia, sempre profumato, irrimediabilmente imbranato con le ragazze. Fin da piccolo amico di molte ma amante di nessuna. Praticamente un incubo. Il trend ha subito una virata positiva negli ultimi anni, speriamo che duri.

Numero 5: sono religiosamente disinibito. Nel senso che credo in Dio (non quello cristiano, un Dio e basta), negli spiriti, nella reincarnazione, in Madre Natura, nei Totem e compagnia bella. Per contro, odio la Chiesa (come istituzione) perchè la reputo totalmente falsa. Capisco che sia un parere un pò forte, ma ho dimenticato di dirvi che sono anche irrimediabilmente sincero e spontaneo. Il che costituirebbe un potenziale punto 6, ma questo ve lo regalo io.

Numero 6: sono fisicamente disinibito. Nel senso che, come direbbe un mio amico fabbro, nasco nudista. Mi piace proprio girare poco vestito e, pur non essendo un marcantonio, tendo a spogliarmi con ridicola facilità non appena se ne presenta l’occasione. Non conoscendo il significato della parola “vergogna”, giro senza alcuna difficoltà a torso nudo in pubblico, tranquillamente in mutande, ed occasionalmente nudo (ma solo se si sta ballando Hot Stuff di Donna Summer durante la sera del servizio della Festa dell’Unità).

Numero 7: ho una folle passione per il mondo del crimine, ma da molto prima che scoppiasse la mania per CSI, RIS, NCIS, TVTB, CIGL, CISL, UIL, VFFNCL e compra una vocale. Leggo libri sui serial killer(s), sulle bande criminali italiane, sui padrini, sui boss, sulle organizzazioni criminali, sui metodi di indagine e tutto il resto.

Numero 8: mi hanno detto diverse volte che ho una bassissima considerazione di me, ma non ritengo di essere abbastanza intelligente per poter capire fino in fondo cosa voglia dire (questa è bella, dai).

Ecco fatto. Questo, più o meno, è un riassunto di quello che di me, probabilmente, non avreste mai saputo. Non mi pareva il caso di mettere cose come il colore preferito, gli hobbies ed i locali che frequento, perchè tanto prima o poi saltano fuori da soli.

A chi passo la palla?

A nessuno. Perchè la verità è che, in fondo, avevo voglia di parlarvi di me. Senza coinvolgimenti.

Come una scopata.

06 novembre 2007

Senza parole

L'Italia è rimasta senza parole, nel senso letterale della cosa.
Stamani alle 8 si è spento Enzo Biagi.
Il mondo è molto meno bello, ora.

30 ottobre 2007

Ciao Cùmenda!

"Via della Spiga - hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing".
Rido ancora quando sento questa battuta.
Ma il buon Guido (Nicheli, NdL) purtroppo non la dirà più.
Grazie Guido.

23 ottobre 2007

Meglio tardi che mai

On Air: Jane Siberry, it can’t rain all the time

E’ assolutamente incredibile, il mondo.
Voglio dire, non c’è giustizia. Neanche in natura.

Il vino lo metti nella sua bella botte, poi lo imbottigli. Lo lasci lì un pochino, diventa più buono. Più pregiato. Poi se ce lo lasci troppo va in vacca, ok. Però dopo un pò.

Il formaggio. Cazzo, stagionato è fantastico. Alla fine magari fa i vermi, se lo molli lì per un quadrilione di anni, ma te la devi proprio cercare. Prima è buono.

Un culatello, un fiocchetto, un prosciutto. Li riponi con cura in cantina, li lasci lì 12 mesi, macchè, 24. Poi magari ti va di sfiga, dopo un pò ci viene il buchino e ti marcisce. Però, se stai attento, te lo gusti.

Tutto in natura, invecchiando, passa un periodo di grazia, di magnificenza, prima di diventare inutile.

Solo un coglione, nel giro di trent’anni, non riesce ad essere meraviglioso neanche per un minuto.

Tanti auguri a me.

Ne ho bisogno.


...and though the night seems long
your tears won’t fall forever.

22 ottobre 2007

Manca poco


We, Lillo, come va?
Di merda, grazie. Tu?
E’ sempre bello vederti, dai una carica tu... oh, cazzo c’hai adesso?
Ma niente, lo sai.
Eh, che due maroni, ancora con sta storia?
Cosa ti devo dire, sarò scaduto nel patetico, ma è così.
Si vabbè, non è che poi succede solo a te. E poi nel tuo caso dovresti essere felice.
Ah sì?
Già.
Mi è dato sapere perchè o te lo devo chiedere a calci in culo?
Beh, di fronte a tanta cortesia, non so come dirti di no...
Ecco bravo, mettiti qui, spiega.
Guarda che c’è poco da spiegare.
E allora?
No, semplicemente è che non c’era da scommetterci sopra 2 lire che ce l’avresti fatta.
...
Cosa c’è?
Ma ti sembra una bella roba da dire?
Ai vivi devo la verità, ai morti solo il rispetto.
Era il contrario, mentecatto.
Ah sì?
Eh sì. Manco le citazioni sai fare.
Ehhh che pacco che sei oggi.
Scusa, c’hai ragione. Adesso mi riprendo.
E poi, ne hai ancora di tempo!
Mica tanto.
Non ti lamentare, usa quello che hai.
Non è per il tempo... è che non è più come prima.
Cioè?
L’entusiasmo, la speranza, la fiducia nel futuro... non li ho più.
Scusa?
Hai capito.
E tutta questa gioia da dove viene?
Dal mondo.
Ah, sei cosmopolitamente depresso?
Vabbè, ho capito, uno non può avere i cazzi suoi.
Il fatto è che i cazzi tuoi li puoi avere, però devi essere costruttivo. Fare la faccia Emo e disperarsi non conta niente.
E cosa devo fare? La guerra con i mulini a vento?
Tanto per cominciare prova a cambiare le cose che non ti piacciono nel tuo piccolo.
Bella, bravo, ci volevi te per farmici arrivare, sai, non è molto che ci provo... solo da quando sono nato, tipo.
Si vede che non hai provato abbastanza. O forse non eri convinto.
E poi questa cosa mi fa molto, ma molto, classica macchietta esistenziale...
Può essere, ma sai, i traguardi son traguardi. E poi te non è che hai aspettato fino ad ora... i conti li hai sempre fatti, però poi non hai mai risolto una mazza. Il che è assolutamente...
Riprovevole, lo so. Ma son fatto così.
Cazzate. Nessuno “è fatto così”. E’ solo che...
Che?
E’ che non hai voglia di cambiare.
SCUSA?
E’ inutile che ti incazzi. Le cose stanno ESATTAMENTE così.
Ma pensa te.
Guarda che sei tu che dici sempre “le cose basta farle” Ora, lo so che quando lo devi dire e basta è facile, farlo in prima persona sarebbe però un bel gesto. Mica per gli altri, per te.
Eh grazie.
Riesci a dire anche cose intelligenti, stasera?
Oh, senti, lo sai che quando hai ragione mi sento in imbarazzo.
Si, vabbè, ho capito.
Guarda che dico davvero.
E allora svegliati e fai qualcosa.
La fai un po’ troppo facile.
O sei tu che la fai troppo difficile?
Touchè.
Ecco, allora svegliati.
Domani.
Come domani?
Eh, domani. Oggi è la mia ultima giornata libera.
Ok, accordato. Però domani... promesso?
...
Promesso?
Vaffanculo!
Prometti, bastardo.
Promesso. Sei contento, adesso?
Si, molto.
Ecco, bravo. Adesso lasciami da solo.
Che c’hai, sei stanco?
Si, devo pensare. Da solo. Con calma.
Ok, allora ti lascio. Ci vediamo dopo. Ciao, Lillo.
Ciao, Lillo, a dopo.


E’ che a me sta sul cazzo compiere 30 anni domani!

17 ottobre 2007

Memorabilia parte 1


*televisore acceso, schermata in bianco e nero. Una bellissima bionda/rossa/mora (a seconda dei gusti) inquadrata a mezzobusto sorregge un foglio di carta e fa finta di saperlo leggere*

“Amici telespettatori, andrà ora in onda “Avrei voluto ma non ho potuto, ed ora mi scazzo – frammenti di cose che magari sì ed invece no”, di e con Lillo. Per gli argomenti trattati, lo scarso uso del congiuntivo e la mancanza di buon gusto, la visione del programma è consigliata solo a chi, stasera, non ha di meglio da fare. Buona serata, ma soprattutto –pausa- buona visione.”

*schermo in dissolvenza. Nero. Assolvenza lentissima. In sottofondo si sente Wind of Change degli Scorpions. Un uomo con una folta chioma, magro ma fisicato abbastanza bene (insomma piacente, ecco), glabro, tatuato, esce dalla doccia, si gira l’asciugamano intorno alla vita ed inizia a camminare per la casa parlando alla telecamera.*

“La cosa che sopporto meno in assoluto quando ho finito la doccia è dovermi asciugare i capelli. Soffro, infatti, del raro morbo del Capello Assolutamente Impettinabile, malattia che mi porta ad andare in giro con cofane di dubbio gusto spacciandole per una scelta di alternatività alla monotonia dei Coiffeur moderni."

*si avvicina allo specchio in bagno mentre si friziona i capelli con un asciugamano*

“Non importa quanto gel, lacca, brillantina, mastice, stucco pece e piume mi metta in testa. Alla fine, i miei magnifici tentacoli castano-biondicci-conunapuntadiscuro vanno sempre e comunque dove gli pare. Ed allora, che fare? Derelitte docet, mantengo una parvenza finto-naturale, muovo i capelli ed inebrio col profumo di balsamo gli astanti, che non possono fare altro che annuire e compiacersi."

*scuote i capelli ad imitare il gesto appena descritto. Un individuo non meglio identificato passa nel retroscena, annusa l’aria, guarda Lillo ed annuisce soddisfatto*

“Ma come mai un rapporto così difficile con i capelli? Eh, per capire questo, bisogna andare indietro nel tempo, fino alla mia più tenera età, quando abitavo con i nonni in mezzo alla campagna più sperduta, e nel mio piccolo cuore di bambino ardeva un desiderio proibito: quello di fare il parrucchiere.

Dovete sapere che il mio povero nonno (quello zoppo) faceva il barbiere di paese, dove per paese intendo un luogo sprofondato nella Bassa più Bassa, dove siamo talmente vicini al livello del mare (ed in alcuni punti anche sotto), che qui giri con il boccaglio. Le zanzare qui non ci sono, perchè le dirottano sempre alla Malpensa per scarsa visibilità: abbiamo la nebbia.
Nel senso che è la nostra moneta di scambio.

Comunque.

Il mio nonno faceva il barbiere; ma mica quei figaccioni che ci sono adesso, che ti pettinano come vuoi tu. Era uno di quelli che ti pettinava come voleva lui, cioè tutti uguali.
Uomini e donne.
Bambini ed anziani.
Di qualunque età, religione ed estrazione sociale.
Nella bottega di mio nonno, tutti errano uguali, non contava un cazzo nessuno. Solo lui, in quell’angolo di cielo, decideva per tutti.
Da ciò, non credo vi stupirete del fatto che la clientela del mio avo constava in vecchietti che venivano in bicicletta, e giovinastri troppo giovinastri per potersi ribellare alla volontà dei genitori.
E tutti uscivano da lì alla stessa maniera: sfumatura alta, un accenno di basetta, riga a tre quarti sulla sinistra.

Ci passavo le giornate in bottega con mio nonno. Mettevo il borotalco nello spruzzino, riempivo d’acqua il vaporizzatore, tiravo con la scopetta per terra per raccogliere i capelli. Ed intanto guardavo mio nonno che ZAC ZAC ZAC, tra un colpo di forbice ed uno di rasoio, creava quello che, solo molti anni dopo, George Lucas avrebbe chiamato in un suo noto film “L’esercito dei Cloni”. Questi non avrebbero attaccato nessuno, ma l’idea di fondo era quella."

*prende uno schiumino da barba, si spalma la crema in faccia, impugna un rasoio ed inizia a radersi, sempre davanti allo specchio*

"Ammiravo mio nonno, in quel momento. Non per la particolare maestria nell’uso di forbice, rasoio e schiumino da barba.
No, l’ammiravo per le sue doti di intrattenimento.
Un buon barbiere è come un buon barista: deve intrattenere i suoi clienti. Deve essere un esemplare di camaleonte sociale, deve capire le personalità, adattarsi, sfigurarsi e ricomporsi, ed essere sempre pronto a dire qualcosa (qualunque cosa) che risulti piacevole/interessante/accattivante per il suo interlocutore.

E lui che sembrava cadere ad ogni passo, nella sua bottega, con la sua gente, volteggiava fra le partite di calcio ed il ciclismo, si ergeva sui più alti pennoni della politica e si ributtava nel mare delle tasse o delle vacanze al mare con la famiglia. Sguazzava fra le corna altrui, si asciugava nei matrimoni e nei fidanzamenti, e si rivestiva dei segreti dei letti e delle carraie.

Il tutto, rigorosamente, in dialetto reggiano, perchè altrimenti non lo capiva nessuno.

Ed io ero lì, in contemplazione di cotanto potere sulle masse, e mi domandavo, nel mio piccolo cervellino di 8 anni mai completamente sviluppato: “Ma come può non piacere questo lavoro?”
Mio nonno era leggiadro, lavorava col sorriso, si divertiva tutto il giorno fra i suoi amici e conoscenti, ed AL CONTEMPO si guadagnava da vivere.
Lavorava in casa sua, mangiava nel suo piatto e dormiva tutte le sere nel suo letto con sua moglie.
Contento.
Rilassato.

Così, nella mia piccola coscienza, si fece largo la voglia , ed un pensiero si accalcò sulle mie sopracciglia, incurvandole in basso."

*ripone il rasoio in un bicchiere sul lavandino, si sciacqua dalla faccia la schiuma residua, e si tampona con un asciugamano rigato*

“Ma se lo fa lui, lo faccio anche io”.

Allora presi mio nonno per una braga, gliela tirai e gli dissi:”Mi insegni?”

Mio nonno mi disse una frase che capii solo MOLTI anni più tardi.

“Eh, nano, an poos mià, sol i soop i pòlen fer i barbeer (Eh, caro, non posso, solo gli sciancati possono fare i barbieri)”.

Invero ci rimasi molto male, ma scartai a priori la possibilità di azzopparmi autonomamente per poi intraprendere la carriera di parrucchiere.
Solo diverso tempo dopo, capii che mio nonno voleva dire una cosa molto semplice, ma che comunque un bambino così piccolo non doveva sentire.

“Non ho potuto fare altro, ma te puoi”.

Purtroppo, non credo abbia mai capito che, per me, aveva già fatto abbastanza.

*allargamento di inquadratura. Lillo si siede su una vecchia poltrona da barbiere rimessa a posto, piazzata in mezzo al bagno. Disteso, si mette l’asciugamano che ha appena usato per asciugarsi la faccia sul volto. Rumore di respiro profondo. In sottofondo, lentamente, si sentono salire i rumori di forbice di una bottega da barbiere ed un vociare confuso ed allegro*

*dissolvenza*

*titoli di coda*

Si ringrazia per la partecipazione:

Me stesso
Mio nonno
I miei sogni a 8 anni
I miei ricordi a 30 anni

Qualsiasi riferimento a fatti o persone realmente esistiti è puramente intenzionale. Se non vi va bene, andate affanculo.

All rights reserved.


Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow share their dreams
With you and me

16 ottobre 2007

Marameo

"Ma pensa te, devo smetterla di fare questa vita, ormai ho un'età... eh, 10 anni iniziano a farsi sentire!"

Magari è l'ultima cosa che è passata per la testa del micio che ho trovato morto ieri sera, in mezzo alla strada, mentre me ne tornavo a casa. Magari gli animali non pensano, ed io sono un pirla. Magari gli animali invece PENSANO, ma io sono pirla lo stesso.

Fatto sta, erano le 2 notte (faccio le ore piccole) e con i fari ho illuminato una sagoma, ahimè, fin troppo familiare.

Mi sono fermato per assicurarmi che magari non fosse ancora vivo, l'ho toccato con una scarpa (per via di evitarmi eventuali unghiate), ma era già ito verso i campi elisi. Allora l'ho raccolto per metterlo a bordo strada, in un campo.

Doveva essere morto da poco, perchè la sensazione agghiacciante di un corpo che si raffredda velocemente è SEMPRE bruttissima da vivere.

L'ho appoggiato in mezzo all'erba e gli ho chiuso gli occhietti con una mano, come si fa con i cristiani. Ed i musulmani. E gli Ebrei. E tutti gli altri, perchè quando crepi, chiunque tu sia, diventi uguale a me.

La botta non ha lasciato segni evidenti sul corpicino, solo è morto con un pezzettino di lingua di fuori, come una pernacchia. Se fosse sopravvissuto, probabilmente l'avrei chiamato Marameo.

Ormai soffro in maniera innaturale per la morte di un animaletto, mentre non riesco a provare la benché minima emozione per qualsiasi disastro capiti all'uomo (inteso come specie). Evidentemente la politica non è l'unica cosa che mi ha stufato, di questo mondo.

Non sto a dire cose retoriche tipo "adottate un cane" e roba così, perchè tanto chi lo doveva fare l'ha già fatto, e chi non l'ha fatto non sa cosa si perde. O magari lo sa e non può, purtroppo.
Non vi dico di non abbandonare mai i vostri animali, perchè lo reputo un gesto sub-umano, e spero che nessuno di voi lo sia.
Non vi dico che non sapevo (e soprattutto non credevo) che si potesse amare un cane, nel senso più puro del termine, finché non ho portato a casa la mia Meraviglia.

Non ve lo dico perchè sono i pareri di uno che non conta, che si è scoperto animalista a quasi trent'anni, che fa il duro in pubblico e poi piange per un micio.

Ma, d'altronde, sono uno che raccoglie i gatti per strada.

Bloggers Unite - Blog Action Day

Miao.

11 ottobre 2007

Prove techiche di sconvivenza

Simoneeeeeeeeeeeeeeeeeeee! Scendi, è ora di cena!
Arrivo, mà, arrivo, finisco due conti e vengo giù.
...
C’è da tagliare del prosciutto.
Vado io, dov’è?
Nel frigo in taverna, nel canovaccio.
Cos’è, lo metti in frigo e poi hai paura che prenda freddo?
*risata*
Ma come sei stupido.
Eh, mamma, buon sangue non mente. A che ora torna papà?
Fra 10 minuti arriva a casa, mi ha chiamato che partiva dalla gelateria 5 minuti fa.
Bau.
Che c’è?
Bau bau.
Eh, sì, bau bau, cosa vuoi? Hai già mangiato, te, adesso tocca a noi.
Bau.
Vabbè, vieni, che rimediamo qualcosa.
Arf.
Non fare l’ingordo. Aspetta che finisco e te ne prendi una fetta anche te.
Bau.
Sì, ho capito, tagliata grossa.
Con chi parli?
Con Bongo, mamma.
Ah, pensavo dicessi a me.
No, dicevo a lui.
Arf.
Ho capito, smettila di sbavare sul pavimento.
Bau.
Eh, lo so che ti fa voglia, però smettila lo stesso, che poi pulisco io. Toh, prendi
*CIOMP*
Bau.
Non c’è di che.
Dai, che c’è già la minestra in tavola, prendi il formaggio prima di sederti.
Arrivo.
Ma sai che sei dimagrito un pò troppo?
Ah sì?
Sì. Eri più in forma l’anno scorso.
Beh, diciamo che avevo una forma, l’anno scorso. Comunque è carino, farmelo notare, davvero.
Beh, cosa ho detto di male? Se non te lo dico io,chi te lo dice.
Effettivamente, lo statuto dei genitori prevede questo diritto.
Appunto.
Niente altro che non va?
Si, dovresti tagliarti i capelli.
Beh, ci stavo pensando l’altro giorno.
Si ma corti.
Hmmm no.
Perché?
Sto rivalutando il capello lungo. A parte la gnagna sul coppino, ovviamente.
Ma non sicapisce di che forma sia la tua testa.
Beh, lo scopo più o meno è quello.
Ah, se pensi di star bene, fai come vuoi.
Mamma, io amo vivere spettinato.
Contento te.
Vabbè ho capito, stasera è così, eh?
Taci che inizia Dr. House.
No cazzo, mamma dai, lo sai che i telefilm con gli ospedali mi fanno specie!
Ah, caro mio, fai come vuoi, mangia alla svelta perché io Dr. House lo voglio vedere.
Ma non ne hai già abbastanza di ospedali, scusa?
Sì, ma almeno qui, le cose finiscono bene.
Ah.
...
Pensi che dovrei ingrassarmi un pò?
Beh, non stai mica male così, però stavi meglio l’anno scorso.
Lo prenderò come un sì.
Prendilo un pò come ti pare, ma non ti offendere mica, che non ho detto niente di male.
Comunicherò al mio ego le tue buone intenzioni, mamma.
Prendi la frutta, va, per favore.
Pronti.
Come va a Judo?
Bene, a parte il fatto che mi faccio ribaltare da bambini grassocci vagamente antropomorfi.
Hai appena iniziato, aspetta un attimo.
Che ti devo dire, è sempre brutto tornare ad essere l’ultima ruota del carro.
Vedi? Se fossi più in forma, non ti faresti ribaltare dai bambini.
Grazie ancora mamma. Sai che anche Erika aveva fatto un discorso così con sua madre, la sera prima?
Scemo. Non dirlo neanche per scherzo.
Ehhhh cosa fai, la drammatica?
No, è che mi fan specie queste cose.
E vabbè, guardati Dr. House, và, che io vado a fare un giro al Pub.
Mi raccomando, bevi.
Scusa?
No, dico, bevi tanta birra, mi raccomando.
Ma sei sicura che non l’hai bevuta tu, la birra?
Si, vabbè, hai capito.
Ci vediamo dopo.
Ciao.
Bau.
Ciao Bongo.
Bau bau.
Anche te? Non mi sbronzo in mezzo alla settimana!
Come dici?
No niente, parlavo con Bongo.
Ho capito, cosa hai detto?
Niente mamma, niente.
Bau.
Eh, ma vaffanculo, guarda che figure mi fai fare.
Bau.
Si tranquillo, torno presto.
Bau.
Anche a te. E occhio alla mamma ed alla nonna.
Bau bau.
Ciao.

Promemoria di Lillo per i prossimi mesi:
- riguadagnare quei maledetti otto chili persi
- tagliarsi la gnagna sul coppino
- prendersi una bella rivincita sui bambini grassocci vagamente antropomorfi

ma soprattutto

- decidersi una buona volta ad andare a vedere quel maledetto appartamento in affitto!


...non sono venuto in motocicletta
non mi sono pettianto con le bombe a mano
non ho messo le dita dentro la spina
non misono lavato con la candeggina.

05 ottobre 2007

C'è genialità nell'aria

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Truzzi

Io vi prego, vi imploro di andare a fare un giro al link qui sopra.

Sono 20 minuti che rido.

Giusto per darvi un po' di carica per il week end!

03 ottobre 2007

Ma tu guarda

Cari Bloggoni vicini e lontani, vi scrivo per segnalarvi la comparsa di un blogger... uno con delle potenzialità, insomma il classico che a scuola da piccolo gli dicevano "il ragazzo ha le capacità, ma non si impegna".
Quindi, vi imploro di andare a questo indirizzo e incoraggiarlo, fargli le moine, i complimenti, insultarlo (ma con calma perchè è grosso) e soprattutto fare in modo che si renda conto dell'IMMENSO strumento che ha a disposizione (e non partite con le metafore sessuali, perchè del suo strumento io non so nulla e sono ben donde dal volerne sapere, ok?)
Ora, dopo questo inutile sproloquio, vi posto finalmente il link del mio fantastico amico Orso.
Che inizi la fiesta!

27 settembre 2007

Signs

Ora ora ora, qualcosa nella mia vita [ma anche nella vostra, capirete leggendo (non fate domande, leggete)] decisamente non va. Non nel senso che non mi piace o roba così, è che proprio non va, qualcosa nella mia vita. Nel senso che è strano, terribilmente, inquietantemente strano.

Ma più che strano, tempestivo.

Voglio dire, cose che capitano esattamente quando devono capitare. Cose strane, che per lo più tendono inevitabilmente, ineluttabilmente, imprescindibilmente, incredibilmente e tutti gli inmente che ci sono a rovinare quello che sto facendo al culmine della realizzazione, allo zenit della concentrazione, all’apice del momentum, in quel periodo che i piloti di aerei chiamano “moment of no return”, cioè quando il minimo imprevisto rovina in maniera definitiva la vostra operazione (considerando che questo periodo, per i suddetti piloti, è in fase di decollo, ci penserei bene su prima di andare in vacanza in quel posto esotico in cui volete recarvi da anni).

C’è qualcuno (o peggio –qualcosa-) che mi osserva, che aspetta il momento buono, quello in cui il suo intervento rivolgerà i miei sforzi contro me stesso, avvolgendo il mio operato e facendolo vorticare verso il fallimento più totale e la disperazione più nera.

I segni ci sono, e sono sotto il mio naso, ma solo ora ho raggiunto la consapevolezza (o la follia) necessaria per scorgerli ed interpretarli. E lo potete fare anche voi, perchè lo dovete sapere, dovete capire che TUTTI siamo in pericolo, in grave, enorme pericolo.

Pensateci. Pensate a questo.

Lunedì mattina vado a tirare fuori la macchina garage e mi avvio verso il lavoro. A metà strada, il computer di bordo mi segnala che la luce posteriore non funziona.
Okkei, la cambio.

E invece no.

Per una serie di cose (impegni di lavoro, imprevisti, allenamenti, cose più urgenti) non ho potuto. O almeno così credevo.
Stamattina finalmente ho trovato il tempo per farlo. Scendo dall’ufficio deciso ad impegnare quel breve momento di pausa che ho a disposizione per compiere il cambio.

Sposto la macchina in posizione comoda.
Rimango seduto al posto di guida e consulto il famoso “libretto di uso e manutenzione” per capire dove cactus si accede ai fari.
Trovo le lampadine di riserva, ed individuo quella corretta nel marasma di bulbi che mi si para davanti.
Scendo e mi avvicino al baule.

ZAC.

Eccolo lì.
Piove.
Ma non da dire “eh, son 2 gocce, chissenefrega”.
No, piove che Dio la manda.
E quel pensiero mi fulmina.
No, non Dio. O almeno spero.
E capisco. Capisco la mia inutilità, la mia completa impotenza di fronte ad entità troppo grandi per poter combattere. Non sono stati eventi avversi ad impedirmi di cambiare la lampadina se non quando inizia a piovere: è stato un deliberato atto di qualcuno (o -qualcosa- ve lo ripeto) che mi ha costretto a temporeggiare fino a quando le cose non sono volte a suo favore, fino a quando non ha potuto infilare il germe del fallimento in quel che faccio.

Il pensiero mi attanaglia. Ripercorro tutto quello che nella mia vita è andato storto (ma storto veramente) e cerco di sfatare questo mito che mi sono appena creato.

E fallisco.

Perchè? Ve lo dico io perchè, anzi, vi rendo partecipi.
Mi costa il sangue mettervi al corrente di certe cose, ma pur di salvarvi, sono disposto a tutto.

Qui l’acronimo GB non sta per Gran Bretagna, ma per Grande Bastardo [che non è parente del Grande Fratello (hei, ASPETTA UN ATTIMO)], l’entità malefica che cerca di impossessarsi della mia vita per renderla simile a quella di Malgioglio (AAAAAAAHHHH!!!)

- Avrò avuto sì e no 10 anni. Vado a casa della mia vicina a fare merenda, guardiamo la tele, ma sua mamma (o sua nonna, boh) ci vieta di andare in cortile perchè non c’è nessuno che può controllarci (gli avevo promesso di tenere le mani a posto, ma non mi credette). Così, aspettiamo che il santo Nino (il nonno della mia vicina), vada in giardino a tirare su le foglie per uscire. E lì scatta il trappolone: due bambini che corrono nell’erba, un nonno distratto, un rastrello abbandonato. Secondo voi chi l’ha pestato e l’ha preso nei denti? braaaavi...
MANOMISSIONE: il nonno della Lisa (la mia vicina) era stato ovviamente messo in condizioni di non nuocere, ed era stato sostituito dal GB, che aveva precedentemente seminato il giardino con diversi attrezzi, giusto per essere sicuro che ne pigliassi in faccia almeno uno.

- Avevo 14 anni, e me lo ricordo perchè è stato l’ultimo anno che ho giocato a calcio. Andiamo in trasferta a Campegine (7 km da casa, ma per noi era una trasferta incredibbbbile) col pulmino scassato della associazione sportiva. Scendiamo dal pulmino. Mi appoggio al piantone della portiera per fare il passo. Secondo voi, quel porco di Eolo quando ha pensato di dar voce ai suoi poteri ed usare il vento per sbattere la portiera? E sempre secondo voi, la mano che c’è rimasta in mezzo, di chi era? braaaavi...
MANOMISSIONE: qui è evidente. Con i suoi super poteri (altro che Heroes) il GB ha fatto sbattere la portiera mentre scendevo, ma con un tempismo tale da farmi fare il passo un secondo prima dell’impatto, così da rimanere appeso per la mano incastrata fra le lamiere. Apprezzabile la capacità di calcolo, un pò meno il dolore.


- Correva l’anno di Nostro Signore 1994, ed il sottoscritto era nel pieno dei sui 17 bellissimi anni (oltre che di uno tzunami ormonale). Una bella sera di autunno, un week end in campagna dai nonni, l’aria ancora umida di piggia. Ho un appuntamento con la ragazza che puntavo da circa un secolo (lustro più, lustro meno). Mi metto casual ma fico, quel “non sono ingessato ma voglio che tu capisca che ci tenevo a far bella figura” che fa piacere (spero) alle donne. Sgambo in bicicletta ma con calma, sennò sudo, arrivo sotto casa sua ancora perfettamente pettinato e suono il campanello come nei migliori dei film per famiglie made in USA. Lei si affaccia alla finestra bella come il sole e BAM! passa un demente a folle velocità che investe la pozzanghera ALLE MIE SPALLE (doveva essere una risurgiva o un fontanazzo, vi giuro che un secondo prima non c’era) e ne riversa il contenuto sulla mia personcina. Lei scoppia a ridere, io quasi a piangere. Poi, sento:” Dai, i miei sono andati fuori a cena, perchè non vieni su che così ti asciughi i vestiti?” Il resto è storia. (ok, questa non è andata male, ma vorrei farvi notare che il merito non è mio, i presupposti per il disastro c’erano, eccome se c’erano. Ma il GB non aveva calcolato l’intervento di una terza parte! HA!)
MANOMISSIONE: una delle più grosse cadute di stile del GB, forse iniziava a darmi per scontato ed ha allentato la morsa. Errore fatale, ha scelto male il tempo ed il modo, ed invece di fregarmi, mi ha aiutato. Da questo momento, e forse proprio a causa di questo episodio, i suoi metodi diventano inumani).

- Era il 1998, io giocavo a basket e facevo pure l’arbitro. Nella circoscrizione di Reggio Emilia, 5 giovani arbitri erano stati invitati per partecipare allo Street Ball a Rimini, completamente spesati e con un piccolo rimborso per il tempo speso (cioè in ferie a Rimini per un evento Europeo a scrocco). Io ero fra i prescelti vista la mia giovane età (brava gente quelli del CONI di Reggio), e dovevo arbitrare il femminile e giocare il maschile. Praticamente il mio Nirvana sportivo. All’epoca universitario, avevo scandito tutti gli esami per non avere inghippi a Luglio, periodo di svolgimento dell’evento. Secondo voi, quella titanica troia della professoressa di Fisica dell’Università di Parma, quando ha deciso di spostare l’UNICA SESSIONE ESTIVA del suo inutile quanto antipatico esamo? braaaavi... e secondo voi, tra l’altro, io l’ho passato quell’esame? braaaavi...
MANOMISSIONE: evidente, il GB era in realtà la professoressa del corso di fisica. Ha sapientemente aspettato tutto il corso per agire, ed ha colto E il momento per rovinarmi le ferie E il modo per spetasciarmi i marroni, bocciandomi. Neanche il marchese De Sade.

- Secondo voi, a uno cui piace giocare a basket, che corre praticamente da quando è nato, ad uno cui piacciono le gare di resistenza (intesa come sforzo fisico) e corre la campestre per 3 anni ai giochi della gioventù, non può scoppiare un polmone un bel sabato pomeriggio alle 4.30 durante una partitella con gli amici? che dite? braaaavi...
MANOMISSIONE: divina. Agire sul mio fisico trascende l’umano, e qui intuisco che il GB in realtà mi ha in pugno da quando sono al mondo, e che non avrò mai la forza necessaria per liberarmi del tutto di lui. Sono solo una marionetta nel suo mega piano di dominio cosmico.

- Monza (non la città, ma un mio amico che si chiama così) viene a preparare l’esame (non ricordo quale) a casa mia. Lo riaccompagno al Campus Universitario in tarda ora per fargli recuperare la macchina; arrivati sul luogo, la faina NON TROVA LA CHIAVE! Ma il danno non è questo... la chiave salta fuori. Ma drammaticamente, con uno stridio metallico degno di Frankenstein, sentiamo il cancello metallico d’ingresso muoversi sulle guide, annunciandoci la nostra prigionia nel recinto scolastico. Secondo voi, dopo due ore in giro per il Campus a cercare il metronotte per farci aprire il cancello, vuoi che ci mandi via senza chiamare gli sbirri perchè ci crede due malintenzionati? eh, secondo voi? braaaaavi....
MANOMISSIONE: troppo tardi ho compreso che il metronotte in realtà era un inviato prezzolato di GB. E certi errori si pagano cari.

- Io dico, PPB (Pianeta Porco Bastardo), ma cazzo, ma se non mi ami più e mi vuoi lanciare fuori dalla tua vita con un calcio nel culo STORICO, mannaggia a te mannaggia, ma non puoi evitare di farlo a 1 MESE (e dico 1 mese, porco mondo boia schifoso) DALLA DISCUSSIONE DELLA MIA TESI DI LAUREA? cioè, è quel mese in più che ti squaglia le ossa? cos’è, ti si consuma il sangue? No, BAM! fuori dalle palle. Depressione, distruzione, ma tiro fuori i coglioni e finisco quel che deve essere finito. Stavolta al Grande Bastardo non la do (re mi fa sol la si) vinta, ma mi costa veramente 10 anni di vita. Merda.
MANOMISSIONE: non so ancora se GB non sia riuscito a contrastarmi, quella volta, o se abbia avuto pietà. Fatto sta che la sua intrusione, per quanto distruttiva, non ha avuto gli effetti che poteva avere. Non del tutto, almeno. Ma qui mi riprometto di non permettergli mai più di avvicinarsi a quelli che amo. Schifoso pezzo di merda, non li avrai mai finchè avrò respiro in corpo.

- Corre l’anno 2001, festa al Parco della Polisportiva da noi organizzata con la seguente formula: paghi 10 €uri (plurale) all’ingresso, poi bevi quello che ti pare. Quanto ti pare. Finchè ce la fai. Io, nei panni del barman, me la cavo benissimo (as usual), colleziono più tacche di un cecchino in Vietnam, alla fine della serata mi chiamano « l’integralista del Gin Tonic ». Poi naturalmente tocca a me, perchè un brav’uomo non puoi tenerlo per sempre a freno. E secondo voi, cosa mia successa nella mia vita fino a quel momento, quand’è che i miei genitori decidono di passare a trovarmi mentre tornano dal lavoro? (hanno una gelateria, per chi se lo domandasse) PRIMA che io mi sbronzi? hhmmm, no. MENTRE mi sbronzo? hmmmmm, neanche. Ovviamente, DOPO che mi sono sbronzato, e di conseguenza faccio schifo. I miei amici [santi (quasi)] si producono in piano di fuga che Lupin III è ancora lì che cerca di capire, e mi traggono in salvo, mentre io traggo via.
MANOMISSIONE: un emissario di GB, che qui chiameremo “er soffia”, informa i miei della presenza della suddetta festa, e li spinge a venire a cercarmi per vedere la gente che frequento e come mai sono sempre reclutato per lavorare. Subdolo, fornisce false aspettative di gloria per il figlio, e poi abbatte tutta la famiglia con un solo colpo. Geniale, ma me la cavo per il rotto della cuffia.

Vedete? Non è possibile che tutto questo sia opera del fato. No, il fato non esiste, esiste solo un piano, un piano PRECISO vi dico, in cui ognuno di noi ha la sua parte già scritta. Ed a tirare i fili di tutto è GB. Attenti, è lì fuori.

Oh mio Dio.

Non voltatevi.

Continuate a leggere.

Fate finta di niente. Andrà tutto bene.

...

Jury, ma ti rendi conto di cosa mi tocca fare per rispondere al tuo invito di compilare un meme? E scordati che io nomini qualcuno, non coinvolgerò nessun altro in questa follia.
A parte la Ele, la Robbi e l’Ofelia, naturalmente.
Mi odiate? Grazie. Mi ci voleva.


Now I lay me down to sleep
Pray the Lord my soul to keep
If I die before I wake
Pray the Lord my soul to take

20 settembre 2007

Niente dolore...


On Air: Judo boy

Ieri sera sono tornato nel mio angolo di cielo: la palestra di judo. Ad attendermi, con aria abbastanza inferocita (l’allenamento è ricominciato venerdì scorso ma, eh, si sa, di Venere e di Marte con si inizia e non si parte) c’era quel grand’uomo di Marco, il mio istruttore. Poi tutti i compagni, qualche faccia nuova, ed i ragazzetti, che da quest’anno fanno allenamento con noi.

Arrivo, saluto tutti, ed iniziano subito le pretese.

Marco: “Voglio sapere perchè non hai il judogi”.
Lillo: “Ehm, l’ho appeso fuori a prendere aria prima ieri, e poi è piovuto, ed io ero al lavoro... non è stata colpa mia... l’inondazione, le cavallette!!!”
M: “Me ne sbatto del temporale. Fuori, a correre, vai fino in fondo alla strada e poi torna, hai 10 minuti.”
L: “E dopo 10 minuti cosa succede, mi molli dietro i cani?”
M: “No, vengo io”.
L: “Ah”.

Prendo di buona lena e mi lancio in una folle corsa. Dopo i primi
200 metri mi ricordo che è da Maggio che non corro, ed i polmoni gridano la loro furia picchiandomi contro la cassa toracica.
Preda di una lancinante fitta al fegato (si pure quello), rallento leggermente il passo a metà strada: ERRORE TRAGICO. Mi si inchiodano le gambe, ginocchia inflessibili tipo portiera arrugginita, piedi piombati, occhio pallato, lingua felpata: sono fottuto.

Trascino la mia carcassa verso la palestra, ed arrivo in clamoroso ritardo. Entro bagnato (di sudore) come un pulcino, mi scuso per averci messo tanto (che poi non è vero), faccio il saluto e salgo sul Tatami (il tappetone imbottito per non scassarsi le costole quando si cade).
Marco mi guarda e fa: “Ma non hai letto la lettera?”
L: “Veramente no”.
M: “E allora cosa te l’ho mandata da fare?”
L: “Perchè mi vuoi sconsideratamente bene?”
Poi scopro che non mi vuole così bene, e mi viene data conferma del fatto che sono nato idiota e probabilmente ci morirò. Infatti, fino al 01/10/2007 ci si dedicherà esclusivamente alla preparazione atletica.

Panico.

Con lo sguardo attraversato da un bagliore maligno, Marco mi illustra in cosa consterà il percorso di guerra da affrontare quella sera:

- Squat ad una gamba alternato, con compagno;
- Crunch con gambe sollevate;
- Piegamenti con piedi sulla panca;
- Trazioni alla sbarra;
- Pull per tricipiti alla panca.

Ogni esercizio ad esaurimento forze, al max della velocità.

Conosco lo schema, è il solito “allenamento kamikaze per temprare il corpo e lo spirito sennò cosa fai arti marziali da fare, vai a giocare a Backgammon che è meglio”. Si chiama esattamente così, vi posso far vedere diversi testi in cui viene citato con questa dicitura spiaccicata identica.

Parto fichissimo, mi lancio in una prestazione da Guinness dei primati, sudo, urlo, mi esagito, ci metto tutto me stesso.

Poi finisce il riscaldamento e partiamo per affrontare il circuito di esercizi.

Va meglio di quel che credevo, non sono ridotto una mozzarella: dopo il giro sono stanchino, ma sono ancora bello tonico. Soddisfazione portami via!.

Poi Marco mi si avvicina lemme lemme e mi fa: “Beh, non vai mica male. Ti sei tenuto in forma durante l’estate, bene. Adesso dai, avanti, altro giro”.
L: “Come altro giro?”
M: “Eh, ne facciamo 4. Non te lo avevo detto?”
L: “...”

Alla fine del tutto, sono ridotto tipo mozzarella, solo senza plastica intorno.

E mentre sono a faccia in su, con i polmoni che sbraitano, i muscoli che pulsano ed i tendini che tirano, sento Marco che dice: “Bene ragazzi, abbiamo finito presto. Fate le coppie, randori (lotta) a terra per finire in bellezza!”.

Ed a quel punto, mentre maledico il Pianeta Porco Bastardo, proprio in quell’istante, solo uno è il pensiero che mi attraversa la testa: ma non potevo drogarmi come tutti gli altri?


Io girerò con tutti i mezzi
quell’uomo voglio fare a pezzi

11 settembre 2007

Money for nothin'

Riporto integralmente quanto ho letto in un articolo su un noto portale italiano, Libero (eh, dovrò pur controllare la mia posta, ogni tanto) di Martedì 11.09.2007.

"Mafia/ Forgione: "Le banche? La più grande rete di connivenza"

Le banche rappresentano la rete più estesa della connivenza con gli interessi finanziari della mafia. I soldi vengono ripuliti lì. Ne è convinto Francesco Forgione, presidente della commissione Antimafia, che spara a zero sugli istituti italiani in una intervista a Sintesi Dialettica.

"La politica - spiega Forgione - non ha avuto la forza di approvare una buona legge come quella sull'anagrafe dei conti correnti - legge Mancino del 1993, mai applicata in 15 anni. Da qui, quando si arresta un mafioso e gli si vogliono congelare subito i conti correnti, il mafioso, o l'amministratore del mafioso, ha tutto il tempo per svuotarli e movimentarli via internet in uno dei tanti paradisi fiscali del pianeta. Noi non abbiamo neanche la possibilità, attraverso l'anagrafe dei conti correnti e l'anagrafe degli immobili, di capire anche gli spostamenti di proprietà e le movimentazioni catastali. Manca, quindi, la possibilità di intervenire proprio lì dove si concentra il potere mafioso".

Insomma, per il presidente della commissione Antimafia il ruolo delle banche è centrale, "perché i soldi si ripuliscono nelle banche e perché esse non denunciano le operazioni sospette e quando le denunciano avviene dopo che vengono a conoscenza delle indagini della magistratura. Questo è gravissimo perché per legge le banche dovrebbero denunciare tutte le operazioni sospette".

Per Forgione, dunque, è necessario aggredire "il santuario del mercato", altrimenti non si possono sconfiggere le mafie.
"Centomila milioni di euro all'anno è l'ammontare di movimentazione delle mafie di cui almeno il 60 per cento entra nell'economia legale - dice ancora -. Da qui si apre il problema della rintracciabilità dei flussi e dei patrimoni. Le mafie non hanno più la coppola e la lupara dei film in bianco e nero. Hanno capito che investire in patrimoni è rischioso per cui "finanziarizzano" le loro attività. E per colpire questo livello di "finanziarizzazione" e intercettarne i flussi, bisogna aggredire il sistema bancario"."

A quando l’acqua calda?

05 settembre 2007

Occhio per occhio


Questo è il biglietto che ho trovato stamattina sulla porta della mia camera. Un post-it che lascia poco all’immaginazione. Ma partiamo dall’inizio.

Io lo sapevo, che dovevo astenermi dal fare lo sborone (sborone, s.m.: colui il quale si vanta, si pavoneggia, si ganazza ed a volte millanta, normalmente causando fastidio e reazioni negative nei suoi interlocutori), perchè certe cose me le sento nel sangue, io.

GG, non so quali poteri sciamanici tu possieda, forse voodoo, non ne ho idea, forse è solo la mia immaginazione, ma non credo.

Ieri ti prendevo in giro per la ruota da cambiare? Si parlava di virilità?

Ecco, appunto.

Parlavo di pelo con Ofelietta e la Vale?

Aridaje.

Tutto quadra.

Ieri notte ho dormito con la finestra aperta. E vabbè, la mattina un po’ di mal di gola e di testa, è normale, è (o ha? mah, gli ausiliari...) piovuto tutta notte, ho preso un pochino di freddo, a dormire col culo scoperto. Non ho neanche un maglioncino naturale in dotazione, a ripararmi.

Poi peggiora.

A pranzo sono già una mezza salma.

Al rientro a casa, non ne parliamo.

In quel momento, accade il peggio: mia madre entra in camera mia con il termometro. “No” mi dico “non è possibile. Non è ASSOLUTAMENTE possibile”.

E, udite udite, the main man, l’uomo che non deve chiedere mai, che cambia le gomme (sì, da masticare, orco zio) incurante sotto l’acqua, che vola fra i palazzi al richiamo del commissario Gordon, quello che “se non torno fra due ore chiamate il presidente”, quello che se lo chiamano Lillo ci sarà un perchè, al primo COLPO D’ARIA DEL CAZZO si ammala e gli viene LA FEBBRE!

E’ il 4 (o il 5, boh) di Settembre ed ho la febbre. Per Novembre prevedo di avere il tifo, la peste ed un inizio di ebola. Così, tanto per essere sicuri.
Cioè, non ci posso credere. Ho gli anticorpi di una di quelle palle di vetro con dentro la neve, forse qualcuno in meno.

Altro che cambiar le gomme. A casa in poltrona, col pannetto a guardare Tribuna Politica, devo rimanere.

Che vergogna. Ma è giusto così: la prossima volta sto zitto. Dio ##!??@# come mi odio.

Ok, aprite il fuoco: avete il maledetto diritto di massacrarmi.

...

Chuck, scusa, lo so che è successo tutto perchè ti ho nominato in vano.

P.S.: avete notato che ho POSTato un POST-it in un POST? Se questa non è poesia, non so. Si vabbè, ma chevelodicoafare.



...Baby I got sick this morning
A sea was storming inside of me
Baby I think I'm capsizing
The waves are rising and rising
And when I get that feeling
I want Sexual Healing...

03 settembre 2007

Che tempo che fa


On Air: The Eve of Destruction, Barry McGuire

“Il Caos (dal
greco Χάος) della mitologia greca
è lo stato primordiale di esistenza da cui emersero gli dei.
Esiodo, nella sua Teogonia, racconta che in principio c'era Caos, il quale diede vita a Gea (la Terra), Tartaro (gli Inferi), Eros (amore), Nyx (l'oscurità della notte) ed Erebo
(le tenebre degli Inferi).”
-Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La citazione era obbligatoria, mica sono così acculturato, io.

Oddio, bello, molto bello. Anche molto poetico, tutto ciò, molto.
Peccato che non sempre le cose abbiano risvolti poetici,le cose, non sempre ce li hanno: a volte hanno solo risvolti tristi. Ma tanto tristi.
E questa è una di quelle cose.

Ho voluto segnarmelo addosso perchè devo ricordarmelo sempre. Perchè è il significato più puro e profondo dell’esistenza e, per quanto comico, è anche il primordiale, quasi a rammentarmi che, qualunque cosa io faccia, alla fine torno sempre da dove sono partito.

Perchè devo ricordarmelo bene, io, devo ricordarmi che qualunque cosa faccia, c’è sempre qualcosa che ti guasta la festa e ti distrugge e ricompone la vita come meglio crede.

Perchè come diceva Artemio Mostofolini, noto esegeta della mietitrebbia della bassa povigliese: “Se viene un temporale adesso, mi zaccqua (da zaccquare, verb., 3°pers. singolare: corica, piega, butta a terra) tutto il fieno, e non riesco a fare i balloni. Quindi ce l’ho nel culo, ma tanto ci devo andare lo stesso. Se piove, ‘fanculo”.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che cazzo, va tutto in malora, ma veramente tutto, specialmente ora, roba da non crederci.
Ma non per questo smetto di provarci.

Perchè anche io, come il buon Mostofolini, anche io c’ho la testa dura.



Yeah, my blood’s so mad fells like coagulatin’
I’m sittin’ here just contemplatin’

P.S.: scusa Ofelietta, ti ho fregato l’impostazione, ma era una necessità dettata dal momento.
P.P.S.: e così avete visto anche il secondo.
P.P.P.S. (ma poi ho finito): quel bozzo scuro è una cicatrice e no, la freccia in giù non è storta, sono io che non son buono a far le foto.

31 agosto 2007

Blogday 2007

Miiii, qui non ti puoi girare un attimo che il mondo va avanti!

Si dà il caso che oggi, infatti, sia il BlogDay 2007, cioè un giorno in cui, se non ho capito male, ognuno di noi fantastici Bloggoni deve consigliare altri 5 Blog ai suoi (ipotetitci) visitatori.

...

E che volete che vi dica, finisce lì, però una volta che qualcuno butta giù una cosa mi sembra poco cortese non partecipare. E poi non è che si faccia quella gran fatica, eh, saranno 5 minuti scarsi. forse 10 se penso DAVVERO a quali Blog consigliare.

Vabbè, adesso li metto, però quelli che non sono inclusi non si offendano, sennò è finita... tanto lo sapete che vi amo tutti lo stesso!

Dunque, inizierei senza ombra di dubbio consigliando di andare a fare un giro sul Blog di
Spin, perchè mi piace tanto come scrive, ma proprio tanto. E’ quello sgrammatichese che vorrei ma non posso.

Poi direi di andare a fare un giretto da
GG, che si ritorcerà e mi maledirà per averlo nominato all’interno di una iniziativa a carattere pubblico, ma tant’è, certe cose devi condividerle.

Proseguiamo e tosto giungiamo alla mia pozzanghera preferita, quella dell’
Ofelia, e qui non faccio commenti perchè qualunque cosa dicessi, alla padrona di casa non piacerebbe. Per cui, leggetevela, e fatevi un’idea da soli.

Affrontiamo le curve della vita e lanciamoci verso
lo stupido Juri. Devo dire altro? No, non credo.

Ed infine, riposiamo le nostre stanche membra all’ombra del Nettuno, in compagnia di due sfortunelle (che poi tanto sfortunelle non sono) perennemente in cerca di Meraviglie,
la Cally e la Mafy.

Beh, ho finito.

Ah, si, il banner!

Blog Day 2007

Miiii, non sapete che fatica ho fatto a scrivere sta cosa. Non avevo mai inserito un link nè un banner, azz, c'avrò messo almeno lameno 15 secondi a capire come si fa.

Eh, sto invecchiando!

22 agosto 2007

I fantastici quattro


Mi stupisco sempre di come il vecchio adagio “quando ti diverti, il tempo vola” sia veritiero. Tante cose, persone, fatti, casini... proprio tanti, da perderci il fiato, da non sapere più da che parte voltarsi. Intensi, come un bisticcio, e belli come il dormire insieme. O come sbronzarsi, insieme.

Ed i colori, l’arancione, sempre, l’ho intravisto ogni volta (o quasi) che ho girato la testa, ed il verde dell’Irlanda...

E la musica, i film, tanti film, ed i libri, troppi libri, veramente troppi. O forse mai abbastanza, chissà.

E tutto il resto che adesso, come al solito, non mi viene in mente, perchè delle cose importanti te ne accorgi solo quando ti vengono a mancare. Beata ignoranza.

Mamma mia.

Grazie.

-Lillo

Cause I’m a picker
I’m a grinner
I’m a lover
And I’m a sinner

I play my music in the sun

I’m a joker
I’m a smoker
I’m a midnight toker
I get my lovin’ on the run

12 agosto 2007

Mare Mare, voglia di...

I più smaliziati avranno sicuramente capito la citazione di un pessimo film degli anni 80', i meno smaliziati avranno pensato "ecco il solito luridomaschiosciovinistaporcoebecero".
In realtà tutta sta cosa l'ho scritta per informarvi che me ne vado al mare, perchè ho voglia di acqua, sole e focaccia ligure. Purtoppo (per voi) torno presti, tipo una settimana, quindi la pacchia non dura molto.
Baci e pizzicotti,
-Lillo

07 agosto 2007

Ogni volta


Ogni volta che finisce la festa di paese a Campegine (che in realtà si chiamerebbe “Festa de L’Unità”, ma secondo me non c’azzecca una mazza, e poi mi vengono i brividi a pensare che l’anno prossimo potrebbe essere “Festa del Partito Democratico”… oddio che schifo… e poi lo striscione vien troppo lungo. Dove lo appendono? Allo stadio? Ehm, dicevo) mi rimane addosso per una buona settimana una sensazione di spossatezza misto soddisfazione che fa tanto missione compiuta.

Anche quest’anno non sono mancate le occasioni per ridere, piangere, divertirsi e tutto il resto, ma credo di dover condividere con voi alcuni momenti che definirei salienti:

-Il mio buon amico Diego attacca da lite ogni sera con una persona, siano essi avventori, cuochi, dirigenti della festa, forze dell’ordine o amici. La cosa triste è che, ogni volta, aveva ragione lui, ed ha litigato solo perché la gente “ormai ha perso il senso della misura” (grazie Diego).

-Vari amori nascono, si intrecciano, si consumano e finiscono nel giro di 2 sere. OK, bisogna avere l’occhio un po’ allenato, però gente, si colgono delle perle assolutamente incredibili…

-Quest’anno è partita, non si sa perché, la Fiera del Fricchetonismo, tant’è che la metà della gente girava a torso nudo, scalza, in costume da bagno e/o comunque succintamente agghindati. Non chiedetemi perché, è andata così. Non male.

-Abbiamo inaugurato la Gara della Tremenda Casaca, ossia il contest per la camicia più brutta della festa. Quest’anno se l’è aggiudicato Daddy (non mio padre, un mio amico si chiama così) con un modello a manica corta a fantasia di vulcani e uova all’occhio di bue (magari stessi scherzando, magari…). Secondo classificato, ma vincitore morale, Valerio con la sua, tutta nera e sbrilluccicosa con inserti in pelle di leopardo. Il terzo posto non volete saperlo, ve lo giuro.

-A quanto pare, a Campegine le panchine crescono sugli alberi, e diventano mature in occasione della festa.

-Il buon Mattia ha inventato un nuovo cocktail, e l’ha chiamato “Chinotto Reggiano”. Ora, sa veramente di chinotto, ma chi avrebbe mai detto che una parte di Amaro Ramazzotti e quattro parti di Coca-Cola avrebbero assunto il sapore di Chinotto? Incredibile e, quantomeno, agghiacciante.

-Non avevo mai mangiato la tagliata di filetto di tonno. Incredibbbbbbile (si, con tutte quelle b).

In buona sostanza sono stati 10 giorni belli intensi, soprattutto per il mio fegato. Però fondamentali, ogni anno… tutti insieme, ognuno un po’ diverso dalla volta prima, qualcuno sposato, qualcuno addirittura con i bimbi. Però tutti lì, a ballare ancora come dei dementi sulle note delle stesse canzoni che ci hanno fatto incontrare, per dimostrare (e soprattutto dimostrarci) che alla fine, la vita non fa poi così schifo, se la passi con quelli a cui vuoi bene.

Un amico molto importante per me mi ha detto che ha intenzione di “ricominciare a recintare il suo giardinetto”; credo che lo farò anche io, anche se non con tutto l’astio che ci metterebbe lui. Però ha fondamentalmente ragione: ci sono troppi imbecilli al mondo (me compreso, ma per me stesso sono innocuo, sono fatti degli altri), e non vedo perché si debba far finta che vada tutto bene o addirittura sopportarli. Via, sciò, pedalare, far dei metri, fora di bàl: non ho tempo per voi, non ne ho più, ne ho già perso abbastanza, e l’ho tolto a persone e cose molto più interessanti, di quelle che ti volti un attimo e la vita se li è portati via. Quindi un bel AFFANCULO a voi, inutili, ho deciso che non ho più intenzione di considerarvi parte del mio mondo.

E se nel mio mondo, rimarremo in quattro gatti, tanto meglio: avrò il tempo che mi serve per riprendermi dai fasti della festa (bella questa, eh? Ma chevelodicoafare) appena terminata.

Sì, sono di buon umore e no, non ho bevuto.

Non ancora, per lo meno.

Baci a tutti,

-Lillo

P.S.: quanto alla foto… ha a che vedere con la festa, qualcuno fra di voi lo sa, e qualcuno no. Ed è assolutamente incredibile che livelli possa raggiungere la psiche di un uomo in equilibrio sul baratro. Ehhhhh...

24 luglio 2007

Questione di priorità

Cari Bloggoni vicini e lontani, sembra che per un pò (una settimana o giù di lì) non ci sentiremo, causa volontariato c\o festa di paese.
Son di servizio praticamente tutte le sere, con degli orari da apartheid, quindi il tempo che mi rimane credo che lo dedicherò alla Nobile Arte del Ronfare.
Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, cogliamo l'occasione per porgere Distinti Saluti.
-Lillo

13 luglio 2007

Trofei


Questo gioiello è uno dei due tatuaggi nuovi che mi porto addosso da sabato mattina.

Riassunto dell’evento:

ore 8.30: sono in azienda per aprire a Stefano, che devono montare l’impianto di condizionamento (si, lavora anche di Sabato e Domenica)

ore 9.45: mi trovo in centro città con Elena e partiamo alla volta della bottega del pittarolo

ore 10.00: puntuali come la morte, arriviamo alla bottega, solo per scoprire che il tatuatore è in clamoroso ritardo a causa dei treni

ore 10.30: dopo un giretto per Reggio, torniamo alla bottega e troviamo l’artista, che fra bestemmie e maldicenze mi spiega che gli si è fottuta la stampante, e che deve ricopiare a mano i disegni dalla e-mail che gli ho inviato.

ore 11.15: i disegni son pronti e mi accomodo, dopo qualche prova allo specchio, sulla poltroncina da dentista, ed iniziamo la seduta


Il resto è solo dolore e piacere, quella commistione leggermente masochistica che accompagna ogni appassionato di tatuaggi all’ennesimo incontro con l’ago e la macchinetta.

Mi godo ogni minuto, ogni centimetro, ogni scossa che mi attraversa i nervi quando il dolore pungente mi segna la pelle con linee nuove e perfette.

Dio, che mattina.

Il rientro a casa è un po’ peggio: la mia mamma mi guarda e dice “pensavo peggio” (beh, grazie mamma, vedo che affronti la cosa dal punto di vista giusto), mio padre non mi saluta neanche (e tutt’ora evita di farlo), mia nonna dice che quello sulla pancia gli piace, ma quello sul petto potevo anche evitarlo. Vabbè, effettivamente me lo aspettavo.

Passo ad incremare amorevolmente le mie due creature nuove. La pelle è un po’ gonfia, ogni passaggio della mano sui disegni mi provoca un po’ di dolore.
Ma fa tutto parte della cosa, ed è meraviglioso.

Poi via verso la grigliata, a far da mangiare e portare in tavola quello che cuciniamo per gli amici.
A vantarsi dei tattoo.
Ad incontrare persone che non vedi per mesi, a farti spiegare che fine hanno fatto.
A vivere con le persone che ami.

07/07/07: un giorno che ricorderò a lungo.

Baci,
-Lillo

Pleased to meet you
Hope you guess my name
But what's puzzling you
Is the nature of my game

02 luglio 2007

Ma toh...

...ma chi si rivede! No, non sono morto, è che mi son dedicato INTENSAMENTE ad una serie di altre cose...

Prometto che prima del week end risorgo!

Stay tuned.

-Lillo

30 maggio 2007

Tanto pè cantà...


Mi chiamo Simone.
Il cognome non importa.
Sono figlio di Wilson e Mirta.
Il mio babbo è nato a Cadelbosco, da Gino ed Adriana, in una famiglia che aveva una casa perchè l’hanno costruita da soli, con le loro mani, aiutati dai loro amici. Quando era piccolo andava a scuola a piedi, con le scarpe in mano, perchè altrimenti si consumavano troppo le suole, e ci doveva fare tutta la stagione.
Gino era zoppo, e si arrabattava a fare tutti i mestieri che trovava, ed era finito a farei il barbiere in un angolo di mondo popolato da disperati e poveracci come loro.
Adriana era una donna alta, imponente, con i sorrisi dolci di una nonna, che fino ai suoi ultimi giorni di vita andava a rovistare nei cassonetti, perchè c’è sempre qualcosa che serve o che si può aggiustare. Voleva fare l’infermiera, ma senza la Tessera non ci vai a lavorare all’ospedale, neanche se sei una delle tre infermiere diplomate in provincia. Ti tocca fare la mondina, e poi andare a lavorare in manicomio, in mezzo ai matti, ai matti come te, perchè anche tu sei matta, che se facevi la tessera COL CAZZO che ti mandavano in questo buco di culo d’inferno a lavorare. Una vita così ti consuma, ed infatti, inevitabilmente, muori presto.

Ha sempre faticato tanto per stare al mondo, il mio babbo, ha studiato e lavorato, ha SEMPRE lavorato come una bestia, e raramente gli è andata bene. Anzi mai. Solo adesso che inizia ad essere vecchio, che si incammina verso Sunset Boulevard, può dire di aver raggiunto un minimo di tranquillità. Ma non troppa, perchè i ricordi, quelli che fanno piangere, non ti lasciano. Mai.

La mia mamma è nata a Buenos Aires, in Argentina, in una città che inghiottiva le persone e risputava accuse. Ha frequentato le scuole, ha viaggiato. Era ricca, la mia mamma, era ricca per nascita, lei, ma i suoi genitori no. Figlia di Norma e Dannunzio, immigrati in quel posto caldo e straniero per non morire di fame, immigrati con un tornio da officina e le speranze di poter stare meglio, non come in quel posto dove non c’era pane per tutti.
Dannunzio era un uomo robusto, con le mani grosse, con le dita che sembravano salamini. Con una presa che era una morsa. Con il fisico di un lottatore di Greco-Romana, sotto il Fascismo, quando era giovane e tutto quello che faceva sembrava giusto. Anche lui ha sempre lavorato tanto, ma in un periodo in cui lavorare tanto significava qualcosa, non come oggi, che significa solo che sei un pirla.
Norma è una donnina minuta, però tanto bella. Quando era giovane, era bellissima, la Norma, ma adesso le guance sono cadute, il volto è pieno di rughe, e le cure hanno rovinato quello che di bello poteva essere rimasto. Ma alla Norma non importa tanto, perchè ormai è vecchia, e perchè adesso si deve curare ancora, anche dopo tutte le visite che ha fatto e le medicine che ha preso, perchè si è ammalata di nuovo. E la Norma è stanca, e non ne ha voglia, ma lo fa lo stesso, perchè la paura te la fa venire, la voglia.
Non ha mai preso la patente di guida, la Norma. Perchè c’era sempre ‘Nunzio, che la portava in giro.

E’ venuta dall’Argentina, la mia mamma, è venuta da sola con la sua nonna, la Teresa, quando aveva 18 anni. Dannunzio e la Norma sono tornati dopo, ma ‘Nunzio è tornato solo con il corpo, il cuore e l’anima sono rimaste là, nella fabbrica che ha messo in piedi da solo. E’ venuta da sola, ed ha vissuto da sola, facendo le traduzioni, che allora non c’era quasi nessuno che sapesse un’altra lingua all’infuori dell’italiano, e tanti non sapevano bene neanche quello.

Poi ha conosciuto uno, una sera, alla Lanterna, la balera. Ha conosciuto uno che a 20 anni era già scavato dalla vita e dal lavoro, e tutti si son sempre chiesti come facesse una bella come lei, bella come la sua mamma, anzi di più, a stare con uno così, uno che sembrava uscito da un pacchetto di zolfanelli, tanto era magro. Uno con tanti sogni, ma senza soldi.

Ogni tanto glielo chiedo anche io, come ha fatto a prendere per marito uno così. Uno brutto, scorbutico, uno di quelli che risponde con un cenno della testa, senza parlare, che se sei girato non sai se era un sì o un no, uno che gioca a boccette, e guarda le partite al bar, uno che lavora come un semo e guadagna poco, ma poi ci salta sempre fuori, perchè ne ha visti di molto peggiori, di momenti, lui.

E lei si gira di tre quarti, come Berlusconi in TV, con la bocca verso di me ma lo sguardo verso suo marito, e con le labbra incurvate in un mezzo sorriso un po’ sarcastico, ma tanto felice, mi dice “Non lo so, ma va bene così”.

Ed io, tutte le volte, puntuale come la morte, mi sento gli occhi lucidi.




Lei che è figlia di signori
balla con un contadino
sembra un albero sudato
ma lo vuole più vicino.

23 maggio 2007

Il sangue dei vinti


Quaranta ladroni

belve immorali

signori e padroni

parlamentari

zanne ed occhiali

cappucci e bombe

gente nelle piazze

e poi nelle tombe

Portici bui

luce che consola

balenare feroce

del colpo di pistola

Piombo nella nuca

feroce rappresaglia

l’anarchico vola

e canta la mitraglia

E suona il manganello

e parlan le manette

non c’è rosso né nero

solo celle strette

A soffocar la voce

a zittire in eterno

chi vuol volare libero

e finisce all’inferno

Parole e colori

feroce delinquenza

per voi crimine

per noi resistenza.