08 maggio 2007

Le vie della violenza


Stamattina stavo andando al lavoro (pessima idea numero uno), e per caso, smaettando con la radio, mi son fermato su una stazione locale (pessima idea numero due) per ascoltare le notizie del radio-giornale (pessima idea numero tre).

E ho sentito sta cosa: ci son tre tizi, tipo di 21 anni, che han preso una ragazzetta di 17, all'uscita di una discoteca, l'han caricata in macchina, l'han portata in periferia, l'han stuprata, pestata a sangue, accoltellata 7 volte al collo, all'addome e alle braccia, e poi l'han mollata in un posto isolato per lasciarla morire dissanguata, come un maiale al macello.
Ora, io mi interesso, come alcuni già sanno, di serial killer e roba così, quindi l'efferatezza dei crimini non è cosa che mi sconvolga più di tanto. Però stamattina, non so perchè, ho sentito questa notizia e mi è venuto il vomito.

Cazzo, 21 anni. Son pochi per fare una roba del genere.

Ho fatto un paio di conti, oggi, su quanti crimini violenti sono stati commessi da ragazzi sotto i 18 anni (mi son dato questo numero così per partito preso) negli ultimi 10 anni. Naturalmente mi son ricordato solo quelli più eclatanti, tipo il caso di Erika ed Omar, quello di Desiree, e via di seguito. Baby gang. Atti violenti a scuola. Omicidi (qualcuno premeditato). Stupri, anche di gruppo.
Mamma mia... ma a che età si diventa uomini oggi? a che età si comincia a pensare a cose come uccidere? fin da bambini, suppongo. Fin da quando rincorri le lucertole e le pigli a bastonate. Il problema è il salto di qualità, quello che ti porta a far cose peggiori, su tuoi simili.

Sui gente che vedi, che conosci. Con cui vivi tutti i giorni.

Perchè il problema del crimine violento in così giovane età è proprio che viene perpetrato su chi ti sta accanto, visto che la tua vita è localizzata, in quel periodo, per cui i tuoi bersagli sono i tuoi amici, o le tue amiche. Il tuo vicino. Il tuo compagno di banco a scuola. Mi ricordo ancora quel ragazzetto che alle medie, tipo in seconda, tre o quattro anni fa ha violentato una sua compagna di classe all'ucita di scuola, trascinandola nei bagni. si era scusato dicendo agli inquirenti che era "una troia che mi provocava".

Ma alle medie sanno il significato di "troia" e "provocare"? Quelli veri intendo.
Mi sa tanto che lo sanno meglio di me.

Ho paura per me stesso e per la gente che amo. Per gli amici che hanno messo al mondo dei figli da poco, e che mi vivono vicino.
Perchè cresceranno in un mondo senza innocenza, senza eroi se non quelli del passato, che orami sono solo facce su bandiere sventolate quando nessuno ha niente da rischiare veramente.
Perchè i figli dei miei amici saranno contaminati da tutto questo, e dovranno scegliere se assecondare il mondo o combatterlo.

Ho paura perchè qualcuno di loro, inevitabilmente, diventerà il mio carnefice.



Rape me,
rape me, my friend.
Rape me,
Rape me again.

1 commento:

gg ha detto...

Non c'è nessuno più crudele di un bambino, che forte del suo delirio di onnipotenza, pensa che tutto giri in sua funzione.

Il problema attuale, secondo me, è l'esatto opposto: non si cresce troppo alla svelta, ma troppo lentamente. A 18 i ragazzi sanno già tutto quello che c'è da sapere e anche di più, ma sono assolutamente inadatti alla vita.