07 agosto 2007

Ogni volta


Ogni volta che finisce la festa di paese a Campegine (che in realtà si chiamerebbe “Festa de L’Unità”, ma secondo me non c’azzecca una mazza, e poi mi vengono i brividi a pensare che l’anno prossimo potrebbe essere “Festa del Partito Democratico”… oddio che schifo… e poi lo striscione vien troppo lungo. Dove lo appendono? Allo stadio? Ehm, dicevo) mi rimane addosso per una buona settimana una sensazione di spossatezza misto soddisfazione che fa tanto missione compiuta.

Anche quest’anno non sono mancate le occasioni per ridere, piangere, divertirsi e tutto il resto, ma credo di dover condividere con voi alcuni momenti che definirei salienti:

-Il mio buon amico Diego attacca da lite ogni sera con una persona, siano essi avventori, cuochi, dirigenti della festa, forze dell’ordine o amici. La cosa triste è che, ogni volta, aveva ragione lui, ed ha litigato solo perché la gente “ormai ha perso il senso della misura” (grazie Diego).

-Vari amori nascono, si intrecciano, si consumano e finiscono nel giro di 2 sere. OK, bisogna avere l’occhio un po’ allenato, però gente, si colgono delle perle assolutamente incredibili…

-Quest’anno è partita, non si sa perché, la Fiera del Fricchetonismo, tant’è che la metà della gente girava a torso nudo, scalza, in costume da bagno e/o comunque succintamente agghindati. Non chiedetemi perché, è andata così. Non male.

-Abbiamo inaugurato la Gara della Tremenda Casaca, ossia il contest per la camicia più brutta della festa. Quest’anno se l’è aggiudicato Daddy (non mio padre, un mio amico si chiama così) con un modello a manica corta a fantasia di vulcani e uova all’occhio di bue (magari stessi scherzando, magari…). Secondo classificato, ma vincitore morale, Valerio con la sua, tutta nera e sbrilluccicosa con inserti in pelle di leopardo. Il terzo posto non volete saperlo, ve lo giuro.

-A quanto pare, a Campegine le panchine crescono sugli alberi, e diventano mature in occasione della festa.

-Il buon Mattia ha inventato un nuovo cocktail, e l’ha chiamato “Chinotto Reggiano”. Ora, sa veramente di chinotto, ma chi avrebbe mai detto che una parte di Amaro Ramazzotti e quattro parti di Coca-Cola avrebbero assunto il sapore di Chinotto? Incredibile e, quantomeno, agghiacciante.

-Non avevo mai mangiato la tagliata di filetto di tonno. Incredibbbbbbile (si, con tutte quelle b).

In buona sostanza sono stati 10 giorni belli intensi, soprattutto per il mio fegato. Però fondamentali, ogni anno… tutti insieme, ognuno un po’ diverso dalla volta prima, qualcuno sposato, qualcuno addirittura con i bimbi. Però tutti lì, a ballare ancora come dei dementi sulle note delle stesse canzoni che ci hanno fatto incontrare, per dimostrare (e soprattutto dimostrarci) che alla fine, la vita non fa poi così schifo, se la passi con quelli a cui vuoi bene.

Un amico molto importante per me mi ha detto che ha intenzione di “ricominciare a recintare il suo giardinetto”; credo che lo farò anche io, anche se non con tutto l’astio che ci metterebbe lui. Però ha fondamentalmente ragione: ci sono troppi imbecilli al mondo (me compreso, ma per me stesso sono innocuo, sono fatti degli altri), e non vedo perché si debba far finta che vada tutto bene o addirittura sopportarli. Via, sciò, pedalare, far dei metri, fora di bàl: non ho tempo per voi, non ne ho più, ne ho già perso abbastanza, e l’ho tolto a persone e cose molto più interessanti, di quelle che ti volti un attimo e la vita se li è portati via. Quindi un bel AFFANCULO a voi, inutili, ho deciso che non ho più intenzione di considerarvi parte del mio mondo.

E se nel mio mondo, rimarremo in quattro gatti, tanto meglio: avrò il tempo che mi serve per riprendermi dai fasti della festa (bella questa, eh? Ma chevelodicoafare) appena terminata.

Sì, sono di buon umore e no, non ho bevuto.

Non ancora, per lo meno.

Baci a tutti,

-Lillo

P.S.: quanto alla foto… ha a che vedere con la festa, qualcuno fra di voi lo sa, e qualcuno no. Ed è assolutamente incredibile che livelli possa raggiungere la psiche di un uomo in equilibrio sul baratro. Ehhhhh...

7 commenti:

Ofelia ha detto...

Non mi piacciono le feste di paese: cioè, solitamente le trovo noiose, imbarazzanti e - sostanzialmente - brutte. Laddove per brutto esprimo un giudizio essenzialmente estetico. Sì, so di sembrare frigida ma, d'altro canto, non dobbiamo sposarci perciò non penso che la cosa ti crei dei problemi.
E poi odio le Feste dell'Unità.
Oltre ai tatuaggi, certo, di cui ti avevo già parlato.
Sono piuttosto petulante, già. Per cui non innamorarti di me, se puoi.

Vale ha detto...

Ma come, dici a me di non costruire mura e poi ti costruisci un recinto? Veh che più o meno...
Io adoro le feste di paese, quelle in cui conosci tutti, sei mezzo dentro l'organizzazione e a cui vado sostanzialmente per vedere gente che incontro solo li, perchè non sopporterei di frequentare più di due volte all'anno. Ma vuoi mettere le risate, il gossip, le vecchie invidie che tornano fuori... troppo divertente e con quel qualcosa di retrò che mi fa venire pure un pò di nostalgia. Baci, Vale

Lillo ha detto...

@ Ofelietta: sei adorabile, completamente adorabile. Hai notato che da qualche post ti chiamo "Ofelietta"?
Adorabile.
Comunque sia, io non amo le feste di paese, amo ciò che queste comportano, e che la Vale ha riassunto benissimo. In sè sono parecchio polverose, sudate e faticose, per cui è evidente che non possieono alcuna attrattiva esteticamente parlando. Ma, del resto, anche io sono piuttosto poveroso, sudato e faticoso, e forse mi ci trovo bene per quello.

@ Vale: attenzione! "recintare il mio giardinetto" vuol dire tenere lontani quelli che non mi piacciono. Io sono e rimarrò per sempre esposto ad ogni singola tempesta emotiva che c'è là fuori, perchè è troppo bello vivere così.
Non ti preoccupare Vale, non ho cambiato idea (per ora - ti ho già detto che sono volubile?).

Baci,

-Lillo

Ofelia ha detto...

Adorabile? Io? Sì, è capitato che qualcuno me lo dicesse ma ho mi sono sempre sentita presa in giro, quando è capitato. Sarà che sono una donna che non deve chiedere mai, oltre che un abnorme ricettacolo di bufere emozionali e contraddizioni in nuce. Tipo, periodicamente, mi affiora questo pazzesco bisogno [perchè non è un capriccio ma proprio un bisogno, te lo giuro] di essere tenera. Cioè, io so di esserlo, nel senso che conosco [a tratti] i miei pensieri e riesco a stabilire se siano teneri o meno e capita di frequente che lo siano, per quanto possa sembrare improbabile. Eppure sento di non risultare tenera, di non esserlo di mio, e sempre una paura fottuta di non poter mai essere quel genere di donna che suscita istinti protettivi. Sto scadendo nel patetico [me ne rendo conto] e non so nemmeno perchè ti sto mettendo a parte di queste mie pippe mentali... è che - non so bene come spiegarlo - riesco a sentire di essere effettivamente protetta ma non di manifestare la mia necessità di esserlo o di suscitare la preoccupazione di salvaguardarmi e maneggiarmi con cura. Ho fatto un gran casino e sono stata emotiva in modo imperdonabile.
Sei autorizzato a disprezzarmi per dieci interi minuti [e poi torna a chiamarmi Ofelietta, grazie].

Anonimo ha detto...

Certo che a vedere l'immagine mi sovviene di nuovo di dirti "che due somari!"...però mi sono persa una scena davvero memorabile! Accidenti a me!
Ele ^.^

Lillo ha detto...

@ Ofelietta: forse è proprio perchè sei protetta senza aver bisogno di chiederlo che non lo manifesti. Mah. Voi donne siete strane. Specialmente tu.
Ofelietta.

@ Ele: beata te che mi capisci... o no? Effettivamente non credo di dover essere io a stabilire se la cosa sia bella o no... fammi sapere.

gg ha detto...

Visto che sei di campegine e visto che hai partecipato alla festa dell'unità, dovresti conoscere la ragazza di un mio amico. Penso si chiami Alessandra (io l'ho sempre chiamata Alle), ha i capelli rossi lunghi e ricci ed è un'architetta. Do you know her?