27 settembre 2007

Signs

Ora ora ora, qualcosa nella mia vita [ma anche nella vostra, capirete leggendo (non fate domande, leggete)] decisamente non va. Non nel senso che non mi piace o roba così, è che proprio non va, qualcosa nella mia vita. Nel senso che è strano, terribilmente, inquietantemente strano.

Ma più che strano, tempestivo.

Voglio dire, cose che capitano esattamente quando devono capitare. Cose strane, che per lo più tendono inevitabilmente, ineluttabilmente, imprescindibilmente, incredibilmente e tutti gli inmente che ci sono a rovinare quello che sto facendo al culmine della realizzazione, allo zenit della concentrazione, all’apice del momentum, in quel periodo che i piloti di aerei chiamano “moment of no return”, cioè quando il minimo imprevisto rovina in maniera definitiva la vostra operazione (considerando che questo periodo, per i suddetti piloti, è in fase di decollo, ci penserei bene su prima di andare in vacanza in quel posto esotico in cui volete recarvi da anni).

C’è qualcuno (o peggio –qualcosa-) che mi osserva, che aspetta il momento buono, quello in cui il suo intervento rivolgerà i miei sforzi contro me stesso, avvolgendo il mio operato e facendolo vorticare verso il fallimento più totale e la disperazione più nera.

I segni ci sono, e sono sotto il mio naso, ma solo ora ho raggiunto la consapevolezza (o la follia) necessaria per scorgerli ed interpretarli. E lo potete fare anche voi, perchè lo dovete sapere, dovete capire che TUTTI siamo in pericolo, in grave, enorme pericolo.

Pensateci. Pensate a questo.

Lunedì mattina vado a tirare fuori la macchina garage e mi avvio verso il lavoro. A metà strada, il computer di bordo mi segnala che la luce posteriore non funziona.
Okkei, la cambio.

E invece no.

Per una serie di cose (impegni di lavoro, imprevisti, allenamenti, cose più urgenti) non ho potuto. O almeno così credevo.
Stamattina finalmente ho trovato il tempo per farlo. Scendo dall’ufficio deciso ad impegnare quel breve momento di pausa che ho a disposizione per compiere il cambio.

Sposto la macchina in posizione comoda.
Rimango seduto al posto di guida e consulto il famoso “libretto di uso e manutenzione” per capire dove cactus si accede ai fari.
Trovo le lampadine di riserva, ed individuo quella corretta nel marasma di bulbi che mi si para davanti.
Scendo e mi avvicino al baule.

ZAC.

Eccolo lì.
Piove.
Ma non da dire “eh, son 2 gocce, chissenefrega”.
No, piove che Dio la manda.
E quel pensiero mi fulmina.
No, non Dio. O almeno spero.
E capisco. Capisco la mia inutilità, la mia completa impotenza di fronte ad entità troppo grandi per poter combattere. Non sono stati eventi avversi ad impedirmi di cambiare la lampadina se non quando inizia a piovere: è stato un deliberato atto di qualcuno (o -qualcosa- ve lo ripeto) che mi ha costretto a temporeggiare fino a quando le cose non sono volte a suo favore, fino a quando non ha potuto infilare il germe del fallimento in quel che faccio.

Il pensiero mi attanaglia. Ripercorro tutto quello che nella mia vita è andato storto (ma storto veramente) e cerco di sfatare questo mito che mi sono appena creato.

E fallisco.

Perchè? Ve lo dico io perchè, anzi, vi rendo partecipi.
Mi costa il sangue mettervi al corrente di certe cose, ma pur di salvarvi, sono disposto a tutto.

Qui l’acronimo GB non sta per Gran Bretagna, ma per Grande Bastardo [che non è parente del Grande Fratello (hei, ASPETTA UN ATTIMO)], l’entità malefica che cerca di impossessarsi della mia vita per renderla simile a quella di Malgioglio (AAAAAAAHHHH!!!)

- Avrò avuto sì e no 10 anni. Vado a casa della mia vicina a fare merenda, guardiamo la tele, ma sua mamma (o sua nonna, boh) ci vieta di andare in cortile perchè non c’è nessuno che può controllarci (gli avevo promesso di tenere le mani a posto, ma non mi credette). Così, aspettiamo che il santo Nino (il nonno della mia vicina), vada in giardino a tirare su le foglie per uscire. E lì scatta il trappolone: due bambini che corrono nell’erba, un nonno distratto, un rastrello abbandonato. Secondo voi chi l’ha pestato e l’ha preso nei denti? braaaavi...
MANOMISSIONE: il nonno della Lisa (la mia vicina) era stato ovviamente messo in condizioni di non nuocere, ed era stato sostituito dal GB, che aveva precedentemente seminato il giardino con diversi attrezzi, giusto per essere sicuro che ne pigliassi in faccia almeno uno.

- Avevo 14 anni, e me lo ricordo perchè è stato l’ultimo anno che ho giocato a calcio. Andiamo in trasferta a Campegine (7 km da casa, ma per noi era una trasferta incredibbbbile) col pulmino scassato della associazione sportiva. Scendiamo dal pulmino. Mi appoggio al piantone della portiera per fare il passo. Secondo voi, quel porco di Eolo quando ha pensato di dar voce ai suoi poteri ed usare il vento per sbattere la portiera? E sempre secondo voi, la mano che c’è rimasta in mezzo, di chi era? braaaavi...
MANOMISSIONE: qui è evidente. Con i suoi super poteri (altro che Heroes) il GB ha fatto sbattere la portiera mentre scendevo, ma con un tempismo tale da farmi fare il passo un secondo prima dell’impatto, così da rimanere appeso per la mano incastrata fra le lamiere. Apprezzabile la capacità di calcolo, un pò meno il dolore.


- Correva l’anno di Nostro Signore 1994, ed il sottoscritto era nel pieno dei sui 17 bellissimi anni (oltre che di uno tzunami ormonale). Una bella sera di autunno, un week end in campagna dai nonni, l’aria ancora umida di piggia. Ho un appuntamento con la ragazza che puntavo da circa un secolo (lustro più, lustro meno). Mi metto casual ma fico, quel “non sono ingessato ma voglio che tu capisca che ci tenevo a far bella figura” che fa piacere (spero) alle donne. Sgambo in bicicletta ma con calma, sennò sudo, arrivo sotto casa sua ancora perfettamente pettinato e suono il campanello come nei migliori dei film per famiglie made in USA. Lei si affaccia alla finestra bella come il sole e BAM! passa un demente a folle velocità che investe la pozzanghera ALLE MIE SPALLE (doveva essere una risurgiva o un fontanazzo, vi giuro che un secondo prima non c’era) e ne riversa il contenuto sulla mia personcina. Lei scoppia a ridere, io quasi a piangere. Poi, sento:” Dai, i miei sono andati fuori a cena, perchè non vieni su che così ti asciughi i vestiti?” Il resto è storia. (ok, questa non è andata male, ma vorrei farvi notare che il merito non è mio, i presupposti per il disastro c’erano, eccome se c’erano. Ma il GB non aveva calcolato l’intervento di una terza parte! HA!)
MANOMISSIONE: una delle più grosse cadute di stile del GB, forse iniziava a darmi per scontato ed ha allentato la morsa. Errore fatale, ha scelto male il tempo ed il modo, ed invece di fregarmi, mi ha aiutato. Da questo momento, e forse proprio a causa di questo episodio, i suoi metodi diventano inumani).

- Era il 1998, io giocavo a basket e facevo pure l’arbitro. Nella circoscrizione di Reggio Emilia, 5 giovani arbitri erano stati invitati per partecipare allo Street Ball a Rimini, completamente spesati e con un piccolo rimborso per il tempo speso (cioè in ferie a Rimini per un evento Europeo a scrocco). Io ero fra i prescelti vista la mia giovane età (brava gente quelli del CONI di Reggio), e dovevo arbitrare il femminile e giocare il maschile. Praticamente il mio Nirvana sportivo. All’epoca universitario, avevo scandito tutti gli esami per non avere inghippi a Luglio, periodo di svolgimento dell’evento. Secondo voi, quella titanica troia della professoressa di Fisica dell’Università di Parma, quando ha deciso di spostare l’UNICA SESSIONE ESTIVA del suo inutile quanto antipatico esamo? braaaavi... e secondo voi, tra l’altro, io l’ho passato quell’esame? braaaavi...
MANOMISSIONE: evidente, il GB era in realtà la professoressa del corso di fisica. Ha sapientemente aspettato tutto il corso per agire, ed ha colto E il momento per rovinarmi le ferie E il modo per spetasciarmi i marroni, bocciandomi. Neanche il marchese De Sade.

- Secondo voi, a uno cui piace giocare a basket, che corre praticamente da quando è nato, ad uno cui piacciono le gare di resistenza (intesa come sforzo fisico) e corre la campestre per 3 anni ai giochi della gioventù, non può scoppiare un polmone un bel sabato pomeriggio alle 4.30 durante una partitella con gli amici? che dite? braaaavi...
MANOMISSIONE: divina. Agire sul mio fisico trascende l’umano, e qui intuisco che il GB in realtà mi ha in pugno da quando sono al mondo, e che non avrò mai la forza necessaria per liberarmi del tutto di lui. Sono solo una marionetta nel suo mega piano di dominio cosmico.

- Monza (non la città, ma un mio amico che si chiama così) viene a preparare l’esame (non ricordo quale) a casa mia. Lo riaccompagno al Campus Universitario in tarda ora per fargli recuperare la macchina; arrivati sul luogo, la faina NON TROVA LA CHIAVE! Ma il danno non è questo... la chiave salta fuori. Ma drammaticamente, con uno stridio metallico degno di Frankenstein, sentiamo il cancello metallico d’ingresso muoversi sulle guide, annunciandoci la nostra prigionia nel recinto scolastico. Secondo voi, dopo due ore in giro per il Campus a cercare il metronotte per farci aprire il cancello, vuoi che ci mandi via senza chiamare gli sbirri perchè ci crede due malintenzionati? eh, secondo voi? braaaaavi....
MANOMISSIONE: troppo tardi ho compreso che il metronotte in realtà era un inviato prezzolato di GB. E certi errori si pagano cari.

- Io dico, PPB (Pianeta Porco Bastardo), ma cazzo, ma se non mi ami più e mi vuoi lanciare fuori dalla tua vita con un calcio nel culo STORICO, mannaggia a te mannaggia, ma non puoi evitare di farlo a 1 MESE (e dico 1 mese, porco mondo boia schifoso) DALLA DISCUSSIONE DELLA MIA TESI DI LAUREA? cioè, è quel mese in più che ti squaglia le ossa? cos’è, ti si consuma il sangue? No, BAM! fuori dalle palle. Depressione, distruzione, ma tiro fuori i coglioni e finisco quel che deve essere finito. Stavolta al Grande Bastardo non la do (re mi fa sol la si) vinta, ma mi costa veramente 10 anni di vita. Merda.
MANOMISSIONE: non so ancora se GB non sia riuscito a contrastarmi, quella volta, o se abbia avuto pietà. Fatto sta che la sua intrusione, per quanto distruttiva, non ha avuto gli effetti che poteva avere. Non del tutto, almeno. Ma qui mi riprometto di non permettergli mai più di avvicinarsi a quelli che amo. Schifoso pezzo di merda, non li avrai mai finchè avrò respiro in corpo.

- Corre l’anno 2001, festa al Parco della Polisportiva da noi organizzata con la seguente formula: paghi 10 €uri (plurale) all’ingresso, poi bevi quello che ti pare. Quanto ti pare. Finchè ce la fai. Io, nei panni del barman, me la cavo benissimo (as usual), colleziono più tacche di un cecchino in Vietnam, alla fine della serata mi chiamano « l’integralista del Gin Tonic ». Poi naturalmente tocca a me, perchè un brav’uomo non puoi tenerlo per sempre a freno. E secondo voi, cosa mia successa nella mia vita fino a quel momento, quand’è che i miei genitori decidono di passare a trovarmi mentre tornano dal lavoro? (hanno una gelateria, per chi se lo domandasse) PRIMA che io mi sbronzi? hhmmm, no. MENTRE mi sbronzo? hmmmmm, neanche. Ovviamente, DOPO che mi sono sbronzato, e di conseguenza faccio schifo. I miei amici [santi (quasi)] si producono in piano di fuga che Lupin III è ancora lì che cerca di capire, e mi traggono in salvo, mentre io traggo via.
MANOMISSIONE: un emissario di GB, che qui chiameremo “er soffia”, informa i miei della presenza della suddetta festa, e li spinge a venire a cercarmi per vedere la gente che frequento e come mai sono sempre reclutato per lavorare. Subdolo, fornisce false aspettative di gloria per il figlio, e poi abbatte tutta la famiglia con un solo colpo. Geniale, ma me la cavo per il rotto della cuffia.

Vedete? Non è possibile che tutto questo sia opera del fato. No, il fato non esiste, esiste solo un piano, un piano PRECISO vi dico, in cui ognuno di noi ha la sua parte già scritta. Ed a tirare i fili di tutto è GB. Attenti, è lì fuori.

Oh mio Dio.

Non voltatevi.

Continuate a leggere.

Fate finta di niente. Andrà tutto bene.

...

Jury, ma ti rendi conto di cosa mi tocca fare per rispondere al tuo invito di compilare un meme? E scordati che io nomini qualcuno, non coinvolgerò nessun altro in questa follia.
A parte la Ele, la Robbi e l’Ofelia, naturalmente.
Mi odiate? Grazie. Mi ci voleva.


Now I lay me down to sleep
Pray the Lord my soul to keep
If I die before I wake
Pray the Lord my soul to take

20 settembre 2007

Niente dolore...


On Air: Judo boy

Ieri sera sono tornato nel mio angolo di cielo: la palestra di judo. Ad attendermi, con aria abbastanza inferocita (l’allenamento è ricominciato venerdì scorso ma, eh, si sa, di Venere e di Marte con si inizia e non si parte) c’era quel grand’uomo di Marco, il mio istruttore. Poi tutti i compagni, qualche faccia nuova, ed i ragazzetti, che da quest’anno fanno allenamento con noi.

Arrivo, saluto tutti, ed iniziano subito le pretese.

Marco: “Voglio sapere perchè non hai il judogi”.
Lillo: “Ehm, l’ho appeso fuori a prendere aria prima ieri, e poi è piovuto, ed io ero al lavoro... non è stata colpa mia... l’inondazione, le cavallette!!!”
M: “Me ne sbatto del temporale. Fuori, a correre, vai fino in fondo alla strada e poi torna, hai 10 minuti.”
L: “E dopo 10 minuti cosa succede, mi molli dietro i cani?”
M: “No, vengo io”.
L: “Ah”.

Prendo di buona lena e mi lancio in una folle corsa. Dopo i primi
200 metri mi ricordo che è da Maggio che non corro, ed i polmoni gridano la loro furia picchiandomi contro la cassa toracica.
Preda di una lancinante fitta al fegato (si pure quello), rallento leggermente il passo a metà strada: ERRORE TRAGICO. Mi si inchiodano le gambe, ginocchia inflessibili tipo portiera arrugginita, piedi piombati, occhio pallato, lingua felpata: sono fottuto.

Trascino la mia carcassa verso la palestra, ed arrivo in clamoroso ritardo. Entro bagnato (di sudore) come un pulcino, mi scuso per averci messo tanto (che poi non è vero), faccio il saluto e salgo sul Tatami (il tappetone imbottito per non scassarsi le costole quando si cade).
Marco mi guarda e fa: “Ma non hai letto la lettera?”
L: “Veramente no”.
M: “E allora cosa te l’ho mandata da fare?”
L: “Perchè mi vuoi sconsideratamente bene?”
Poi scopro che non mi vuole così bene, e mi viene data conferma del fatto che sono nato idiota e probabilmente ci morirò. Infatti, fino al 01/10/2007 ci si dedicherà esclusivamente alla preparazione atletica.

Panico.

Con lo sguardo attraversato da un bagliore maligno, Marco mi illustra in cosa consterà il percorso di guerra da affrontare quella sera:

- Squat ad una gamba alternato, con compagno;
- Crunch con gambe sollevate;
- Piegamenti con piedi sulla panca;
- Trazioni alla sbarra;
- Pull per tricipiti alla panca.

Ogni esercizio ad esaurimento forze, al max della velocità.

Conosco lo schema, è il solito “allenamento kamikaze per temprare il corpo e lo spirito sennò cosa fai arti marziali da fare, vai a giocare a Backgammon che è meglio”. Si chiama esattamente così, vi posso far vedere diversi testi in cui viene citato con questa dicitura spiaccicata identica.

Parto fichissimo, mi lancio in una prestazione da Guinness dei primati, sudo, urlo, mi esagito, ci metto tutto me stesso.

Poi finisce il riscaldamento e partiamo per affrontare il circuito di esercizi.

Va meglio di quel che credevo, non sono ridotto una mozzarella: dopo il giro sono stanchino, ma sono ancora bello tonico. Soddisfazione portami via!.

Poi Marco mi si avvicina lemme lemme e mi fa: “Beh, non vai mica male. Ti sei tenuto in forma durante l’estate, bene. Adesso dai, avanti, altro giro”.
L: “Come altro giro?”
M: “Eh, ne facciamo 4. Non te lo avevo detto?”
L: “...”

Alla fine del tutto, sono ridotto tipo mozzarella, solo senza plastica intorno.

E mentre sono a faccia in su, con i polmoni che sbraitano, i muscoli che pulsano ed i tendini che tirano, sento Marco che dice: “Bene ragazzi, abbiamo finito presto. Fate le coppie, randori (lotta) a terra per finire in bellezza!”.

Ed a quel punto, mentre maledico il Pianeta Porco Bastardo, proprio in quell’istante, solo uno è il pensiero che mi attraversa la testa: ma non potevo drogarmi come tutti gli altri?


Io girerò con tutti i mezzi
quell’uomo voglio fare a pezzi

11 settembre 2007

Money for nothin'

Riporto integralmente quanto ho letto in un articolo su un noto portale italiano, Libero (eh, dovrò pur controllare la mia posta, ogni tanto) di Martedì 11.09.2007.

"Mafia/ Forgione: "Le banche? La più grande rete di connivenza"

Le banche rappresentano la rete più estesa della connivenza con gli interessi finanziari della mafia. I soldi vengono ripuliti lì. Ne è convinto Francesco Forgione, presidente della commissione Antimafia, che spara a zero sugli istituti italiani in una intervista a Sintesi Dialettica.

"La politica - spiega Forgione - non ha avuto la forza di approvare una buona legge come quella sull'anagrafe dei conti correnti - legge Mancino del 1993, mai applicata in 15 anni. Da qui, quando si arresta un mafioso e gli si vogliono congelare subito i conti correnti, il mafioso, o l'amministratore del mafioso, ha tutto il tempo per svuotarli e movimentarli via internet in uno dei tanti paradisi fiscali del pianeta. Noi non abbiamo neanche la possibilità, attraverso l'anagrafe dei conti correnti e l'anagrafe degli immobili, di capire anche gli spostamenti di proprietà e le movimentazioni catastali. Manca, quindi, la possibilità di intervenire proprio lì dove si concentra il potere mafioso".

Insomma, per il presidente della commissione Antimafia il ruolo delle banche è centrale, "perché i soldi si ripuliscono nelle banche e perché esse non denunciano le operazioni sospette e quando le denunciano avviene dopo che vengono a conoscenza delle indagini della magistratura. Questo è gravissimo perché per legge le banche dovrebbero denunciare tutte le operazioni sospette".

Per Forgione, dunque, è necessario aggredire "il santuario del mercato", altrimenti non si possono sconfiggere le mafie.
"Centomila milioni di euro all'anno è l'ammontare di movimentazione delle mafie di cui almeno il 60 per cento entra nell'economia legale - dice ancora -. Da qui si apre il problema della rintracciabilità dei flussi e dei patrimoni. Le mafie non hanno più la coppola e la lupara dei film in bianco e nero. Hanno capito che investire in patrimoni è rischioso per cui "finanziarizzano" le loro attività. E per colpire questo livello di "finanziarizzazione" e intercettarne i flussi, bisogna aggredire il sistema bancario"."

A quando l’acqua calda?

05 settembre 2007

Occhio per occhio


Questo è il biglietto che ho trovato stamattina sulla porta della mia camera. Un post-it che lascia poco all’immaginazione. Ma partiamo dall’inizio.

Io lo sapevo, che dovevo astenermi dal fare lo sborone (sborone, s.m.: colui il quale si vanta, si pavoneggia, si ganazza ed a volte millanta, normalmente causando fastidio e reazioni negative nei suoi interlocutori), perchè certe cose me le sento nel sangue, io.

GG, non so quali poteri sciamanici tu possieda, forse voodoo, non ne ho idea, forse è solo la mia immaginazione, ma non credo.

Ieri ti prendevo in giro per la ruota da cambiare? Si parlava di virilità?

Ecco, appunto.

Parlavo di pelo con Ofelietta e la Vale?

Aridaje.

Tutto quadra.

Ieri notte ho dormito con la finestra aperta. E vabbè, la mattina un po’ di mal di gola e di testa, è normale, è (o ha? mah, gli ausiliari...) piovuto tutta notte, ho preso un pochino di freddo, a dormire col culo scoperto. Non ho neanche un maglioncino naturale in dotazione, a ripararmi.

Poi peggiora.

A pranzo sono già una mezza salma.

Al rientro a casa, non ne parliamo.

In quel momento, accade il peggio: mia madre entra in camera mia con il termometro. “No” mi dico “non è possibile. Non è ASSOLUTAMENTE possibile”.

E, udite udite, the main man, l’uomo che non deve chiedere mai, che cambia le gomme (sì, da masticare, orco zio) incurante sotto l’acqua, che vola fra i palazzi al richiamo del commissario Gordon, quello che “se non torno fra due ore chiamate il presidente”, quello che se lo chiamano Lillo ci sarà un perchè, al primo COLPO D’ARIA DEL CAZZO si ammala e gli viene LA FEBBRE!

E’ il 4 (o il 5, boh) di Settembre ed ho la febbre. Per Novembre prevedo di avere il tifo, la peste ed un inizio di ebola. Così, tanto per essere sicuri.
Cioè, non ci posso credere. Ho gli anticorpi di una di quelle palle di vetro con dentro la neve, forse qualcuno in meno.

Altro che cambiar le gomme. A casa in poltrona, col pannetto a guardare Tribuna Politica, devo rimanere.

Che vergogna. Ma è giusto così: la prossima volta sto zitto. Dio ##!??@# come mi odio.

Ok, aprite il fuoco: avete il maledetto diritto di massacrarmi.

...

Chuck, scusa, lo so che è successo tutto perchè ti ho nominato in vano.

P.S.: avete notato che ho POSTato un POST-it in un POST? Se questa non è poesia, non so. Si vabbè, ma chevelodicoafare.



...Baby I got sick this morning
A sea was storming inside of me
Baby I think I'm capsizing
The waves are rising and rising
And when I get that feeling
I want Sexual Healing...

03 settembre 2007

Che tempo che fa


On Air: The Eve of Destruction, Barry McGuire

“Il Caos (dal
greco Χάος) della mitologia greca
è lo stato primordiale di esistenza da cui emersero gli dei.
Esiodo, nella sua Teogonia, racconta che in principio c'era Caos, il quale diede vita a Gea (la Terra), Tartaro (gli Inferi), Eros (amore), Nyx (l'oscurità della notte) ed Erebo
(le tenebre degli Inferi).”
-Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La citazione era obbligatoria, mica sono così acculturato, io.

Oddio, bello, molto bello. Anche molto poetico, tutto ciò, molto.
Peccato che non sempre le cose abbiano risvolti poetici,le cose, non sempre ce li hanno: a volte hanno solo risvolti tristi. Ma tanto tristi.
E questa è una di quelle cose.

Ho voluto segnarmelo addosso perchè devo ricordarmelo sempre. Perchè è il significato più puro e profondo dell’esistenza e, per quanto comico, è anche il primordiale, quasi a rammentarmi che, qualunque cosa io faccia, alla fine torno sempre da dove sono partito.

Perchè devo ricordarmelo bene, io, devo ricordarmi che qualunque cosa faccia, c’è sempre qualcosa che ti guasta la festa e ti distrugge e ricompone la vita come meglio crede.

Perchè come diceva Artemio Mostofolini, noto esegeta della mietitrebbia della bassa povigliese: “Se viene un temporale adesso, mi zaccqua (da zaccquare, verb., 3°pers. singolare: corica, piega, butta a terra) tutto il fieno, e non riesco a fare i balloni. Quindi ce l’ho nel culo, ma tanto ci devo andare lo stesso. Se piove, ‘fanculo”.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che cazzo, va tutto in malora, ma veramente tutto, specialmente ora, roba da non crederci.
Ma non per questo smetto di provarci.

Perchè anche io, come il buon Mostofolini, anche io c’ho la testa dura.



Yeah, my blood’s so mad fells like coagulatin’
I’m sittin’ here just contemplatin’

P.S.: scusa Ofelietta, ti ho fregato l’impostazione, ma era una necessità dettata dal momento.
P.P.S.: e così avete visto anche il secondo.
P.P.P.S. (ma poi ho finito): quel bozzo scuro è una cicatrice e no, la freccia in giù non è storta, sono io che non son buono a far le foto.