20 settembre 2007

Niente dolore...


On Air: Judo boy

Ieri sera sono tornato nel mio angolo di cielo: la palestra di judo. Ad attendermi, con aria abbastanza inferocita (l’allenamento è ricominciato venerdì scorso ma, eh, si sa, di Venere e di Marte con si inizia e non si parte) c’era quel grand’uomo di Marco, il mio istruttore. Poi tutti i compagni, qualche faccia nuova, ed i ragazzetti, che da quest’anno fanno allenamento con noi.

Arrivo, saluto tutti, ed iniziano subito le pretese.

Marco: “Voglio sapere perchè non hai il judogi”.
Lillo: “Ehm, l’ho appeso fuori a prendere aria prima ieri, e poi è piovuto, ed io ero al lavoro... non è stata colpa mia... l’inondazione, le cavallette!!!”
M: “Me ne sbatto del temporale. Fuori, a correre, vai fino in fondo alla strada e poi torna, hai 10 minuti.”
L: “E dopo 10 minuti cosa succede, mi molli dietro i cani?”
M: “No, vengo io”.
L: “Ah”.

Prendo di buona lena e mi lancio in una folle corsa. Dopo i primi
200 metri mi ricordo che è da Maggio che non corro, ed i polmoni gridano la loro furia picchiandomi contro la cassa toracica.
Preda di una lancinante fitta al fegato (si pure quello), rallento leggermente il passo a metà strada: ERRORE TRAGICO. Mi si inchiodano le gambe, ginocchia inflessibili tipo portiera arrugginita, piedi piombati, occhio pallato, lingua felpata: sono fottuto.

Trascino la mia carcassa verso la palestra, ed arrivo in clamoroso ritardo. Entro bagnato (di sudore) come un pulcino, mi scuso per averci messo tanto (che poi non è vero), faccio il saluto e salgo sul Tatami (il tappetone imbottito per non scassarsi le costole quando si cade).
Marco mi guarda e fa: “Ma non hai letto la lettera?”
L: “Veramente no”.
M: “E allora cosa te l’ho mandata da fare?”
L: “Perchè mi vuoi sconsideratamente bene?”
Poi scopro che non mi vuole così bene, e mi viene data conferma del fatto che sono nato idiota e probabilmente ci morirò. Infatti, fino al 01/10/2007 ci si dedicherà esclusivamente alla preparazione atletica.

Panico.

Con lo sguardo attraversato da un bagliore maligno, Marco mi illustra in cosa consterà il percorso di guerra da affrontare quella sera:

- Squat ad una gamba alternato, con compagno;
- Crunch con gambe sollevate;
- Piegamenti con piedi sulla panca;
- Trazioni alla sbarra;
- Pull per tricipiti alla panca.

Ogni esercizio ad esaurimento forze, al max della velocità.

Conosco lo schema, è il solito “allenamento kamikaze per temprare il corpo e lo spirito sennò cosa fai arti marziali da fare, vai a giocare a Backgammon che è meglio”. Si chiama esattamente così, vi posso far vedere diversi testi in cui viene citato con questa dicitura spiaccicata identica.

Parto fichissimo, mi lancio in una prestazione da Guinness dei primati, sudo, urlo, mi esagito, ci metto tutto me stesso.

Poi finisce il riscaldamento e partiamo per affrontare il circuito di esercizi.

Va meglio di quel che credevo, non sono ridotto una mozzarella: dopo il giro sono stanchino, ma sono ancora bello tonico. Soddisfazione portami via!.

Poi Marco mi si avvicina lemme lemme e mi fa: “Beh, non vai mica male. Ti sei tenuto in forma durante l’estate, bene. Adesso dai, avanti, altro giro”.
L: “Come altro giro?”
M: “Eh, ne facciamo 4. Non te lo avevo detto?”
L: “...”

Alla fine del tutto, sono ridotto tipo mozzarella, solo senza plastica intorno.

E mentre sono a faccia in su, con i polmoni che sbraitano, i muscoli che pulsano ed i tendini che tirano, sento Marco che dice: “Bene ragazzi, abbiamo finito presto. Fate le coppie, randori (lotta) a terra per finire in bellezza!”.

Ed a quel punto, mentre maledico il Pianeta Porco Bastardo, proprio in quell’istante, solo uno è il pensiero che mi attraversa la testa: ma non potevo drogarmi come tutti gli altri?


Io girerò con tutti i mezzi
quell’uomo voglio fare a pezzi

7 commenti:

Ele ^.^ ha detto...

buahhhhhhaaaaa!!!!!!
te lo dico sempre io che non hai il fisico per fare certe cose.... ^.^

Larry ha detto...

Ma perché tutti i maestri di arti marziali hanno un sarcastico nonché sadico senso dell'umorismo?
Ricordo ancora il mio maestro di full contact:
Maestro: Allora ragazzi, adesso facciamo qualche piegamento sulle braccia. 50 con le mani unite all'altezza dello sterno...
bene, ora 50 a mani aperte...
bene ora 50 sulle dita...
bene ora 50 su 4 dita soltanto, levate il mignolo...(io qui ero già mezzo sullo stige)
bene ora 50 solo su tre dita...(tutti increduli che eseguiamo)
bene ora 50 su un dito solo.
Tutti fermi. Silenzio assoluto e sguardi da fine del mondo. E lui fa: scherzavo...

Vale ha detto...

Certo che anche tu! Ti piace tirarti la zappa sui piedi da solo!
Qui ci sono donne che mettono in dubbio la tua virilità e invece di tentare il possibile per fugare i nostri dubbi te ne esci con un post del genere. Mi fai quasi tenerezza ;-)

Lillo ha detto...

Cara Ele, ce ne vorrebbero di fisici come me... e poi lo sai, a 30 anni e con mezzo polmone in meno, mi difendo anche bene...

Guarda Larry, credo che li modifichino geneticamente nel momento in cui gli conferiscono il titolo... una puntura o una roba così...

Mia adorata Vale, sfido la metà dei maschietti che conosci a fare allenamento con me. Poi, alla fine (se ci arrivano) vediamo CHI è l'uomo. Ha!

Mafalda ha detto...

... guarda ... a me sono venuti i crampi solo a leggere la descrizione del tuo allenamento!!!
Pensa te come sto messa ...

baciiiiii

roberta82 ha detto...

Adesso sono sempre più convinta che io e lo sport non potremmo mai andare d'accordo! Solo in piscina.....in caso.

Callista ha detto...

Ok, confessa: quanti litri di aulin? Mamma...