27 settembre 2007

Signs

Ora ora ora, qualcosa nella mia vita [ma anche nella vostra, capirete leggendo (non fate domande, leggete)] decisamente non va. Non nel senso che non mi piace o roba così, è che proprio non va, qualcosa nella mia vita. Nel senso che è strano, terribilmente, inquietantemente strano.

Ma più che strano, tempestivo.

Voglio dire, cose che capitano esattamente quando devono capitare. Cose strane, che per lo più tendono inevitabilmente, ineluttabilmente, imprescindibilmente, incredibilmente e tutti gli inmente che ci sono a rovinare quello che sto facendo al culmine della realizzazione, allo zenit della concentrazione, all’apice del momentum, in quel periodo che i piloti di aerei chiamano “moment of no return”, cioè quando il minimo imprevisto rovina in maniera definitiva la vostra operazione (considerando che questo periodo, per i suddetti piloti, è in fase di decollo, ci penserei bene su prima di andare in vacanza in quel posto esotico in cui volete recarvi da anni).

C’è qualcuno (o peggio –qualcosa-) che mi osserva, che aspetta il momento buono, quello in cui il suo intervento rivolgerà i miei sforzi contro me stesso, avvolgendo il mio operato e facendolo vorticare verso il fallimento più totale e la disperazione più nera.

I segni ci sono, e sono sotto il mio naso, ma solo ora ho raggiunto la consapevolezza (o la follia) necessaria per scorgerli ed interpretarli. E lo potete fare anche voi, perchè lo dovete sapere, dovete capire che TUTTI siamo in pericolo, in grave, enorme pericolo.

Pensateci. Pensate a questo.

Lunedì mattina vado a tirare fuori la macchina garage e mi avvio verso il lavoro. A metà strada, il computer di bordo mi segnala che la luce posteriore non funziona.
Okkei, la cambio.

E invece no.

Per una serie di cose (impegni di lavoro, imprevisti, allenamenti, cose più urgenti) non ho potuto. O almeno così credevo.
Stamattina finalmente ho trovato il tempo per farlo. Scendo dall’ufficio deciso ad impegnare quel breve momento di pausa che ho a disposizione per compiere il cambio.

Sposto la macchina in posizione comoda.
Rimango seduto al posto di guida e consulto il famoso “libretto di uso e manutenzione” per capire dove cactus si accede ai fari.
Trovo le lampadine di riserva, ed individuo quella corretta nel marasma di bulbi che mi si para davanti.
Scendo e mi avvicino al baule.

ZAC.

Eccolo lì.
Piove.
Ma non da dire “eh, son 2 gocce, chissenefrega”.
No, piove che Dio la manda.
E quel pensiero mi fulmina.
No, non Dio. O almeno spero.
E capisco. Capisco la mia inutilità, la mia completa impotenza di fronte ad entità troppo grandi per poter combattere. Non sono stati eventi avversi ad impedirmi di cambiare la lampadina se non quando inizia a piovere: è stato un deliberato atto di qualcuno (o -qualcosa- ve lo ripeto) che mi ha costretto a temporeggiare fino a quando le cose non sono volte a suo favore, fino a quando non ha potuto infilare il germe del fallimento in quel che faccio.

Il pensiero mi attanaglia. Ripercorro tutto quello che nella mia vita è andato storto (ma storto veramente) e cerco di sfatare questo mito che mi sono appena creato.

E fallisco.

Perchè? Ve lo dico io perchè, anzi, vi rendo partecipi.
Mi costa il sangue mettervi al corrente di certe cose, ma pur di salvarvi, sono disposto a tutto.

Qui l’acronimo GB non sta per Gran Bretagna, ma per Grande Bastardo [che non è parente del Grande Fratello (hei, ASPETTA UN ATTIMO)], l’entità malefica che cerca di impossessarsi della mia vita per renderla simile a quella di Malgioglio (AAAAAAAHHHH!!!)

- Avrò avuto sì e no 10 anni. Vado a casa della mia vicina a fare merenda, guardiamo la tele, ma sua mamma (o sua nonna, boh) ci vieta di andare in cortile perchè non c’è nessuno che può controllarci (gli avevo promesso di tenere le mani a posto, ma non mi credette). Così, aspettiamo che il santo Nino (il nonno della mia vicina), vada in giardino a tirare su le foglie per uscire. E lì scatta il trappolone: due bambini che corrono nell’erba, un nonno distratto, un rastrello abbandonato. Secondo voi chi l’ha pestato e l’ha preso nei denti? braaaavi...
MANOMISSIONE: il nonno della Lisa (la mia vicina) era stato ovviamente messo in condizioni di non nuocere, ed era stato sostituito dal GB, che aveva precedentemente seminato il giardino con diversi attrezzi, giusto per essere sicuro che ne pigliassi in faccia almeno uno.

- Avevo 14 anni, e me lo ricordo perchè è stato l’ultimo anno che ho giocato a calcio. Andiamo in trasferta a Campegine (7 km da casa, ma per noi era una trasferta incredibbbbile) col pulmino scassato della associazione sportiva. Scendiamo dal pulmino. Mi appoggio al piantone della portiera per fare il passo. Secondo voi, quel porco di Eolo quando ha pensato di dar voce ai suoi poteri ed usare il vento per sbattere la portiera? E sempre secondo voi, la mano che c’è rimasta in mezzo, di chi era? braaaavi...
MANOMISSIONE: qui è evidente. Con i suoi super poteri (altro che Heroes) il GB ha fatto sbattere la portiera mentre scendevo, ma con un tempismo tale da farmi fare il passo un secondo prima dell’impatto, così da rimanere appeso per la mano incastrata fra le lamiere. Apprezzabile la capacità di calcolo, un pò meno il dolore.


- Correva l’anno di Nostro Signore 1994, ed il sottoscritto era nel pieno dei sui 17 bellissimi anni (oltre che di uno tzunami ormonale). Una bella sera di autunno, un week end in campagna dai nonni, l’aria ancora umida di piggia. Ho un appuntamento con la ragazza che puntavo da circa un secolo (lustro più, lustro meno). Mi metto casual ma fico, quel “non sono ingessato ma voglio che tu capisca che ci tenevo a far bella figura” che fa piacere (spero) alle donne. Sgambo in bicicletta ma con calma, sennò sudo, arrivo sotto casa sua ancora perfettamente pettinato e suono il campanello come nei migliori dei film per famiglie made in USA. Lei si affaccia alla finestra bella come il sole e BAM! passa un demente a folle velocità che investe la pozzanghera ALLE MIE SPALLE (doveva essere una risurgiva o un fontanazzo, vi giuro che un secondo prima non c’era) e ne riversa il contenuto sulla mia personcina. Lei scoppia a ridere, io quasi a piangere. Poi, sento:” Dai, i miei sono andati fuori a cena, perchè non vieni su che così ti asciughi i vestiti?” Il resto è storia. (ok, questa non è andata male, ma vorrei farvi notare che il merito non è mio, i presupposti per il disastro c’erano, eccome se c’erano. Ma il GB non aveva calcolato l’intervento di una terza parte! HA!)
MANOMISSIONE: una delle più grosse cadute di stile del GB, forse iniziava a darmi per scontato ed ha allentato la morsa. Errore fatale, ha scelto male il tempo ed il modo, ed invece di fregarmi, mi ha aiutato. Da questo momento, e forse proprio a causa di questo episodio, i suoi metodi diventano inumani).

- Era il 1998, io giocavo a basket e facevo pure l’arbitro. Nella circoscrizione di Reggio Emilia, 5 giovani arbitri erano stati invitati per partecipare allo Street Ball a Rimini, completamente spesati e con un piccolo rimborso per il tempo speso (cioè in ferie a Rimini per un evento Europeo a scrocco). Io ero fra i prescelti vista la mia giovane età (brava gente quelli del CONI di Reggio), e dovevo arbitrare il femminile e giocare il maschile. Praticamente il mio Nirvana sportivo. All’epoca universitario, avevo scandito tutti gli esami per non avere inghippi a Luglio, periodo di svolgimento dell’evento. Secondo voi, quella titanica troia della professoressa di Fisica dell’Università di Parma, quando ha deciso di spostare l’UNICA SESSIONE ESTIVA del suo inutile quanto antipatico esamo? braaaavi... e secondo voi, tra l’altro, io l’ho passato quell’esame? braaaavi...
MANOMISSIONE: evidente, il GB era in realtà la professoressa del corso di fisica. Ha sapientemente aspettato tutto il corso per agire, ed ha colto E il momento per rovinarmi le ferie E il modo per spetasciarmi i marroni, bocciandomi. Neanche il marchese De Sade.

- Secondo voi, a uno cui piace giocare a basket, che corre praticamente da quando è nato, ad uno cui piacciono le gare di resistenza (intesa come sforzo fisico) e corre la campestre per 3 anni ai giochi della gioventù, non può scoppiare un polmone un bel sabato pomeriggio alle 4.30 durante una partitella con gli amici? che dite? braaaavi...
MANOMISSIONE: divina. Agire sul mio fisico trascende l’umano, e qui intuisco che il GB in realtà mi ha in pugno da quando sono al mondo, e che non avrò mai la forza necessaria per liberarmi del tutto di lui. Sono solo una marionetta nel suo mega piano di dominio cosmico.

- Monza (non la città, ma un mio amico che si chiama così) viene a preparare l’esame (non ricordo quale) a casa mia. Lo riaccompagno al Campus Universitario in tarda ora per fargli recuperare la macchina; arrivati sul luogo, la faina NON TROVA LA CHIAVE! Ma il danno non è questo... la chiave salta fuori. Ma drammaticamente, con uno stridio metallico degno di Frankenstein, sentiamo il cancello metallico d’ingresso muoversi sulle guide, annunciandoci la nostra prigionia nel recinto scolastico. Secondo voi, dopo due ore in giro per il Campus a cercare il metronotte per farci aprire il cancello, vuoi che ci mandi via senza chiamare gli sbirri perchè ci crede due malintenzionati? eh, secondo voi? braaaaavi....
MANOMISSIONE: troppo tardi ho compreso che il metronotte in realtà era un inviato prezzolato di GB. E certi errori si pagano cari.

- Io dico, PPB (Pianeta Porco Bastardo), ma cazzo, ma se non mi ami più e mi vuoi lanciare fuori dalla tua vita con un calcio nel culo STORICO, mannaggia a te mannaggia, ma non puoi evitare di farlo a 1 MESE (e dico 1 mese, porco mondo boia schifoso) DALLA DISCUSSIONE DELLA MIA TESI DI LAUREA? cioè, è quel mese in più che ti squaglia le ossa? cos’è, ti si consuma il sangue? No, BAM! fuori dalle palle. Depressione, distruzione, ma tiro fuori i coglioni e finisco quel che deve essere finito. Stavolta al Grande Bastardo non la do (re mi fa sol la si) vinta, ma mi costa veramente 10 anni di vita. Merda.
MANOMISSIONE: non so ancora se GB non sia riuscito a contrastarmi, quella volta, o se abbia avuto pietà. Fatto sta che la sua intrusione, per quanto distruttiva, non ha avuto gli effetti che poteva avere. Non del tutto, almeno. Ma qui mi riprometto di non permettergli mai più di avvicinarsi a quelli che amo. Schifoso pezzo di merda, non li avrai mai finchè avrò respiro in corpo.

- Corre l’anno 2001, festa al Parco della Polisportiva da noi organizzata con la seguente formula: paghi 10 €uri (plurale) all’ingresso, poi bevi quello che ti pare. Quanto ti pare. Finchè ce la fai. Io, nei panni del barman, me la cavo benissimo (as usual), colleziono più tacche di un cecchino in Vietnam, alla fine della serata mi chiamano « l’integralista del Gin Tonic ». Poi naturalmente tocca a me, perchè un brav’uomo non puoi tenerlo per sempre a freno. E secondo voi, cosa mia successa nella mia vita fino a quel momento, quand’è che i miei genitori decidono di passare a trovarmi mentre tornano dal lavoro? (hanno una gelateria, per chi se lo domandasse) PRIMA che io mi sbronzi? hhmmm, no. MENTRE mi sbronzo? hmmmmm, neanche. Ovviamente, DOPO che mi sono sbronzato, e di conseguenza faccio schifo. I miei amici [santi (quasi)] si producono in piano di fuga che Lupin III è ancora lì che cerca di capire, e mi traggono in salvo, mentre io traggo via.
MANOMISSIONE: un emissario di GB, che qui chiameremo “er soffia”, informa i miei della presenza della suddetta festa, e li spinge a venire a cercarmi per vedere la gente che frequento e come mai sono sempre reclutato per lavorare. Subdolo, fornisce false aspettative di gloria per il figlio, e poi abbatte tutta la famiglia con un solo colpo. Geniale, ma me la cavo per il rotto della cuffia.

Vedete? Non è possibile che tutto questo sia opera del fato. No, il fato non esiste, esiste solo un piano, un piano PRECISO vi dico, in cui ognuno di noi ha la sua parte già scritta. Ed a tirare i fili di tutto è GB. Attenti, è lì fuori.

Oh mio Dio.

Non voltatevi.

Continuate a leggere.

Fate finta di niente. Andrà tutto bene.

...

Jury, ma ti rendi conto di cosa mi tocca fare per rispondere al tuo invito di compilare un meme? E scordati che io nomini qualcuno, non coinvolgerò nessun altro in questa follia.
A parte la Ele, la Robbi e l’Ofelia, naturalmente.
Mi odiate? Grazie. Mi ci voleva.


Now I lay me down to sleep
Pray the Lord my soul to keep
If I die before I wake
Pray the Lord my soul to take

4 commenti:

Ron Geremy ha detto...

1. sei solo una delle tante futili insignificanti vittime della
Prima legge di Sodd
2. CHECCAZZO E' 'STO MEME ?!?!?!

Lillo ha detto...

Pssst...pssst... sono qui... fai piano.

Credo che meme stia per MEMORANDUM, ed i meme intesi in senso bloggeristico sono delle compilazioni a tema, tipo questa, che diceva di raccontare 8 episodi caratteristici della propria vita. Meno restrittiva è la descrizione, più spazio c'è per l'interpretazione.

Chiaro?

P.S.: ci sei domenica? o hai una cresima in Costa d'avorio?

Callista ha detto...

Il girovagare nel campus universitario mi ha fatto venire in mente di quando sono rimasta chiusa con un collega nel posto dove lavoravo. Mentre lui continuava imperterrito a ticchettare sul pc, io ho girato tutto lo stabile per trovare una via di fuga. Ce l'ho fatta, passando dai sotterranei... Altro che fuga da alcatraz!
Bel meme, complimenti. E fanculo al pianeta porco bastardo.

LoStupido ha detto...

ci ho messo tre giorni e un sette diottrie per occhio, per finire di leggere questo post ma ne è valsa la pena. mi sa che vicino a un angelo custode ci sia anche un GB personale. per tutti noi...
adesso che so quanto sei messo male, ti nomino Cavaliere della sfiga! Nel nome del GB del suo figliolo Murphy e dello spirito iellato, Amendola.