29 novembre 2007

Il Bambino Ciccione

On air: Nowhere to run – Martha and the Vandellas

RamboLillo si tuffa oltre i cespugli con una agilità che non gli appartiene. Il fiato corto, il sudore che gli scivola giù lungo le tempie, un piccolo graffio sul braccio destro che sanguina.

Ma adesso RamboLillo non ha tempo di sanguinare.

Perchè RamboLillo è un uomo in fuga. In fuga dal suo peggior nemico.

Ok, forse non proprio il peggiore, ma comunque uno dei primi 5.

Il Bambino Ciccione.

RamboLillo afferra la borsa da allenamento e si lancia, come un fulmine, oltre le doppie porte; il custode della palestra tenta di fermarlo, ma viene dribblato come un birillo da bowling in mezzo all’allenamento del Brasile. RamboLillo riesce appena a percepire in lontanza l’urlo d’agonia del suo carnefice, che sbraita disperato “la tesseraaaaaaaaaaaaaaaaa...”

Ma NinjaLillo non è più lì. E’ già oltre, correndo come un treno.
E, proprio come ogni treno, arriva al capolinea.

Spalanca la porta dello spogliatoio, mentre un brivido gli corre lungo la schiena. Sonda con lo sguardo ogni centimetro quadrato, ogni volto, ogni borsone, alla ricerca del suo peggiore incubo.

Ma l’incubo, stasera, non c’è.

NinjaLillo tira un sospiro di sollievo. Ma fa male.

Accompagnato dal fragore del tuono, la porta alle spalle di NinjaLillo si spalanca, e la figura flaccida e goffa di 70 kg di sedicenne avanza a fatica nello spogliatoio.

M., il Maestro di Lillo, pronuncia quelle parole che non potranno mai essere dimenticate da nessuno dei presenti, e che verranno tramandate ai posteri come monito:

“F., chiudi la porta, che c’è freddo”.

Il bambino ciccione avanza col suo sorriso ebete in mezzo a tutti, distribuendo la visione della sua serra brufoloide appollaiata sotto un ridicolo ciuffo di capelli.

Il suo sguardo e quello di NinjaLillo si incontrano per un attimo, ma tanto basta: stasera, per loro due, non ci sarà un posto dove scappare.

Nowhere to ruuuuuuuun, nowhere to ruuuuun....

FINE PRIMO TEMPO

*le luci in sala si riaccendono, mentre qualche persona si alza e si incammina verso l’uscita*

Oh Lillo, ma che cazzo di film m’hai portato a vedere?
Perchè, non ti piace?
No, anzi, è molto carino, però un pò troppa tensione. Miii, lo sai che i film al fulmicotone non li reggo bene...
Sì, fulmicotone dè stica, per te “I ponti di Madison County” è un thriller. Dai su, porta pazienza, ti prometto che la prossima volta andiamo a vedere quello che vuoi tu.
Ma poi, posso farti una domanda?
Certo. Basta che non riguardi ancora quella storia delle vongole e del motorino.
No, no, tranquillo.
Dimmi allora.
Ma è un caso che il protagonista del film si chiami come te?
Assolutamente.

*scende nuovamente il buio in sala, e la proiezione riprende con uno spot di

CASA DI RIPOSO DELLA LIBERTA’
perchè coglioni si nasce, si vive e si muore!


breve ma intenso, che provoca qualche fischio in sala*

JudoLillo indossa il suo judogi, e si muove sul tatami con la frenesia di un lupo in gabbia. Il BC (bambino ciccione) lo sta fissando intensamente dall’altra parte della stanza, mentre si leva con aria minacciosa i pelucchi da dentro l’ombelico. Il risultato è un gomitolo con cui si potrebbe tranquillamente fare un paio di maglioni di lana.

“Va bene” tuona il maestro M. dal centro della stanza “basta con la tecnica, adesso ci ribaltiamo un po’. A coppie!”

Al suono del comando, come cani che sentono il rumore della campana del cibo, JudoLillo e BC si avventano uno sull’altro, prendendosi per gli stracci. Il tanfo di forfora ed ascella che proviene da BC è assolutamente nauseante, ma JudoLillo stringe i denti e non molla la presa. Sì è allenato troppo, aspettando questo momento. E non sarà un semplice odore di fogna rancida piena di immondizia, a farlo cedere. Però, un pensierino ce lo fa.

I due guerrieri iniziano la loro lotta.
BC tira, JudoLillo schiva.
BC spinge, JudoLillo assorbe.
BC cerca di investirlo in motorino, JudoLillo si fa scudo con un ausiliario del traffico.
BC scarica sull’avversario un mitragliatore, JudoLillo schiva i proiettili come in Matrix.

Poi, tutto in un attimo.
BC si scompone, si dimena, si affanna. Sembra non farcela. Ma è tutta una tecnica, una scenata, e JudoLillo lo sa. E quando BC gli sussurra “Devo fare la cacca”, Lillo si rende conto troppo tardi che la tecnica segreta del suo avversario è già partita.

PROOOOOOOOOOOOT

La scurreggia irrompe sul tatami come un toro nell’arena; Lillo barcolla, la vista si annebbia, le gambe cedono. E’ completamente avvolto dalla nebbia verdognola ed umidiccia del peto puberale, e si divincola come una sarda nella rete per liberarsi.

Non ce la fa. Il respiro si fa più corto.
Sta per cedere.
“No” dice JudoLillo fra sè e sè “non posso mollare. Non ora. Non stavolta!”

JudoLillo si rialza. Il suo corpo è circondato da una luce brillante. Il suo grido riempie l’aria e dissipa la nube malsana.

UOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO...

La casacca esplode, lasciando scoperto il possente torace sul quale capeggiano sette cicatrici che formano una costellazione, quella dell’Orsetto Ricchione (mi pre-sento son l’Orsetto Ricchione...).

BC lo guarda terrorizzato, cercando nello sguardo del suo avversario una pietà che non c’è, che ha lasciato il posto alla vendetta. Il petomane viene investito da una pioggia di colpi letali, che devastano tutto il suo essere, mentre il rumore sordo dei colpi viene coperto dal terribile grido di guerra di KenLillo.

UATATATATATATATATATTATATATATATATATATA...

e poi, con un Osoto-Gari da CINEMA, KenLillo schianta il suo avversario al tappeto...

....UUUUUUUUUATTTTTTTTTA’!

Ce l’ha fatta. Dopo anni di sacrifici, umiliazioni, botte, sangue e merda, Lillo ce l’ha fatta. BC giace sconfitto e piange le amare lacrime del suo declino. Lillo, invece, avvolto dal sole del tramonto, si avvia verso il Maestro M., che lo aspetta, con lo sguardo colmo di orgoglio per il suo allievo.

Lillo giunge di fronte al maestro M., che gli mette una mano sulla spalla, e con il fare saggio e pieno di un padre, gli sussurra quelle parole che il nostro eroe porterà sempre ne cuore, durante tutte le sue avventure:

“La prossima volta che urli in allenamento, ti spezzo le gambe”.

*Dissolvenza*
*Titoli di coda*

...

Ebbene sì, Lunedì sera ce l’ho fatta: ho ribaltato il Bambino Ciccione in allenamento!

Volevo condividere con voi questo bel momento.

Baci,
-L.

27 novembre 2007

Il bambino grasso - the prologue

Due uomini.

Una sfida.

Un vincitore.

Prossimamente sui vostri schermi! Stay tuned...

23 novembre 2007

Movimenti

Sono tornato da Firenze, ieri sera.
Bella, eh, peccato sia stato solo all’Ospedale pediatrico (per lavoro).
E vi ritrovo tutti, rigorosamente in ordine sparso.

La Cally e la Mafy minacciano di farsi more (potrei guidare un’insurrezione popolare).
GG scrive post che vorrei scrivere io, ma non mi vengono. A lui sì.
Jury mi torna nostalgico.
Larry legge.
L’Ofelia scrive.
La Vale latita.
La Robbbè va al cinema per dimenticare cane e macchina (ciao Oreste!)
Spin compra un Mac.
La Gaiux si dà ai Ricchi e Poveri.
La Maurizia si dà a Boublè.
Le Pennutine si fan scappare un sacco di occasioni.
Patty, Selma e BDP si innamorano di Cangini, Sado & Maso.
La Margy si fà la frangia e va in England a farsi un giro.
La Pappina alza il riscaldamento.
Digito ricorda.

Ed io sono qui davanti a pensare che, effettivamente, è stupido lavorare sbronzi. E’ stupido essere sbronzi, per la verità. Specialmente di Venerdì. Cioè, miseria eva, aspettare una giornata no?
Dovrei essere in pò... un pò meglio, ecco. Sarebbe ora, di diventare meglio.
Non sono soddisfatto. Inizio a credere che sia vera, questa cosa del crearsi i problemi se non li abbiamo.

Ora, non arrivare alla fine del mese, odiare il tuo lavoro, bere e fumare più del necessario (come se ci fosse una soglia del necessario, per ste cose) ed avere l’autostima sotto le suole forse non sono grandi problemi.
Ma nel mio piccolo universo, il mio sole si sta spegnendo.

Devo trovare quei maledetti fiammiferi.
Ci vediamo Lunedì; intanto, almeno voi, non fate cazzate. So già che io non potrò esimermi.

16 novembre 2007

...

Sono tornato, ma forse non dovevo.
Hmmm, già.
Ho pensato che non importa quanto è forte la bufera: quello che conta, è quanto è grande l'ombrello che hai.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovete muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

12 novembre 2007

Sono assente, Signora Maestra!

Questa settimana latiterò abbastanza, visti gli impegni di lavoro.
Avrò occasione di leggere tutti i vostri magnifici blog, forse, ma sicuramente non di scrivere qualcosa sul mio (destino infame).
Per cui, in una emergenza, scrivetemi a lillolaiglile@libero.it
Tranquilli, tanto è l'indirizzo di posta che usano i miei amici per madarmi del porno, ha visto cose che voi umani... però almeno voi, per pietà, basta donnine e omini che fan porcherie. Basta.
Se avete urgenze scrivete.
Se non ne avete beati voi.
Noi ci si sente comunque settimana prossima (credo).
Saluti e baci.
P.S.: ho scritto "porno" in un mio post. Sarei curioso di avere ShinyStat per vedere l'impennata di accessi.

07 novembre 2007

Di Lillo ed altre facezie


Va bene, innanzitutto vi presento l’ottava meraviglia del mondo, cioè Bongo il Magnifico (insomma il mio cane).

La foto lo ritrae in una posa particolarmente tenera, ma se passate dalle mie parti e tenete ai vostri polpacci (e, nel peggiore dei casi, anche a tutto il resto), sarà meglio che non vi avviciniate troppo al mio cancello.

Per il resto, è un tenerone.

Poi, sorpassata la fase di down che mi è salita (down-salita, capito? si vabbè, chevvelodicoaffà) per la scomparsa di 2 personaggi di riferimento della mia vita (ok, non sono paragonabili fra loro, ma tant’è), sono pronto a raccogliere il temutissimo meme della Vale.

Ho riposto la vergogna e mi sono messo la mia faccia da culo migliore, voi in compenso abbiate pietà.

Numero 1: ho un certo livello di dipendenza dalla Guinness, tipica birra scura irlandese. Nel senso che DEVO assolutamente berne qualche litro alla settimana, altrimenti sto male. Ultimamente la cosa ha assunto risvolti macabri, viste le possibili ritorsioni sulla mia patente.

Numero 2: ho una voglia (di fragola, dice mamma-mia-santissima) sulla parte sinistra del basso ventre, ma con l’età si è sbiadita, e ormai non si vede quasi più.

Numero 3: canto dovunque. In macchina mentre guido, sotto la doccia, mentre mi alleno (non chiedetemi come faccio), mentre cucino, appena sveglio, mentre lavoro. A volte, nel mezzo di una conversazione fra amici SBAM piazzo canticchiando il ritornello di una canzone che mi è tornato in mente.

Numero 4: sono cronicamente timido, romantico, con una punta di misoginia, sempre profumato, irrimediabilmente imbranato con le ragazze. Fin da piccolo amico di molte ma amante di nessuna. Praticamente un incubo. Il trend ha subito una virata positiva negli ultimi anni, speriamo che duri.

Numero 5: sono religiosamente disinibito. Nel senso che credo in Dio (non quello cristiano, un Dio e basta), negli spiriti, nella reincarnazione, in Madre Natura, nei Totem e compagnia bella. Per contro, odio la Chiesa (come istituzione) perchè la reputo totalmente falsa. Capisco che sia un parere un pò forte, ma ho dimenticato di dirvi che sono anche irrimediabilmente sincero e spontaneo. Il che costituirebbe un potenziale punto 6, ma questo ve lo regalo io.

Numero 6: sono fisicamente disinibito. Nel senso che, come direbbe un mio amico fabbro, nasco nudista. Mi piace proprio girare poco vestito e, pur non essendo un marcantonio, tendo a spogliarmi con ridicola facilità non appena se ne presenta l’occasione. Non conoscendo il significato della parola “vergogna”, giro senza alcuna difficoltà a torso nudo in pubblico, tranquillamente in mutande, ed occasionalmente nudo (ma solo se si sta ballando Hot Stuff di Donna Summer durante la sera del servizio della Festa dell’Unità).

Numero 7: ho una folle passione per il mondo del crimine, ma da molto prima che scoppiasse la mania per CSI, RIS, NCIS, TVTB, CIGL, CISL, UIL, VFFNCL e compra una vocale. Leggo libri sui serial killer(s), sulle bande criminali italiane, sui padrini, sui boss, sulle organizzazioni criminali, sui metodi di indagine e tutto il resto.

Numero 8: mi hanno detto diverse volte che ho una bassissima considerazione di me, ma non ritengo di essere abbastanza intelligente per poter capire fino in fondo cosa voglia dire (questa è bella, dai).

Ecco fatto. Questo, più o meno, è un riassunto di quello che di me, probabilmente, non avreste mai saputo. Non mi pareva il caso di mettere cose come il colore preferito, gli hobbies ed i locali che frequento, perchè tanto prima o poi saltano fuori da soli.

A chi passo la palla?

A nessuno. Perchè la verità è che, in fondo, avevo voglia di parlarvi di me. Senza coinvolgimenti.

Come una scopata.

06 novembre 2007

Senza parole

L'Italia è rimasta senza parole, nel senso letterale della cosa.
Stamani alle 8 si è spento Enzo Biagi.
Il mondo è molto meno bello, ora.