30 luglio 2008

200 Db

On Air: In the city – Joe Walsh

Siamo a metà. A metà della fottuta Festa, ed io sono già morto di sonno, spezzato nello spirito, nel fisico e nell’anima.
Insomma tutto come al solito. Però fa piacere che, visto l’andazzo della prima settimana, c’è già chi canta vittoria; ovviamente, noi no.

…per me è fatta solo quando saremo arrivati…

Quest’anno è stata dura, all’inizio. I vecchietti iniziano a morire, e ci è toccato fare un sacco di roba in più, rispetto all’anno scorso: in pratica, l’abbiamo montata da capo a piedi, sta’ Festa. Qualcuno diceva che non ce l’avremmo mai fatta, e per la verità anche io non ero molto fiducioso.
Ma non si poteva permettere di mandare a banane una cosa così bella, così grande, un’occasione così, che sai poi quando ti ricapita?

…io mi incazzo a vedere le cose sprecate…

Ed allora, lemme lemme, ci siamo messi lì, un week end alla volta (che noi si lavora tutti, eh, a parte qualcuno che, diosolosacome, è in ferie), ci siamo smazzati ben bene ed abbiamo radunato il radunabile, costruito il costruibile e eretto edificabile (cioè tutto). Ci sono stati rivoluzioni, cambiamenti, adattamenti, discussioni, liti, malcontento, critiche.

…adesso prendo quel bastone, te lo infilo in culo e ti sventolo come una bandiera…

Però adesso tutti muti. Tutti zitti. Tutti.
Perché sta andando bene, anzi, benissimo, anche se una sera l’abbiamo buttata nel cesso perché grandinava.
Ma a noi, in fondo, non ci è mai fregato particolarmente di quello che dicevano. Lo sapevamo che era la direzione giusta. Lo sapeva soprattutto chi l’ha pensata, chi ha organizzato i ristoranti, chi ha fatto i rifornimenti, chi ha lavorato con il cervello e non solo con le mani. Chi c’ha creduto.
Lo sapevamo noi, che ci troviamo ogni sera a metter su la musica, a dare una mano al service ed ai concerti, a spinare birra, fare caffè, grigliare la carne e le bruschette, a fare festa alla fine della serata, a bere fino a mattina insieme a chi rimane (cioè tutti), a svegliarsi un’ora dopo per andare al lavoro con la faccia di chi è appena sfuggito ad un Alien.
E tutti gli anni si ripetono gli stessi rituali di accoppiamento, le stesse risse con i delinquentelli del paese, le solite sbronze ciclopiche. Che uno, dopo un po’, si domanda che cosa ci lavora a fare in mezzo a tutto sto schifo.

…tu fai solo parte di quello che mi è capitato stasera, ed è tutto merda…

Eppure tutti gli anni siamo di più. Gente che va ma soprattutto gente che viene, che torna, che si affeziona a noi ed al nostro mucchio di polvere in mezzo alla Bassa Reggiana. Alle nostre facce macilente, ai cappelli di paglia ed alle ciabatte infradito; alle birre offerte ed alle sigarette rubate.
Ai baci, agli ammmori estivi, ai pianti dei ricordi, agli amici che non ci sono più, alle partite di calcetto, a quel cazzo di frisbi (ai spich inglisc veri uell) di Diego, alle magliette di Manu lavate insieme ai burrazzi, ad Elena che è lontana (troppo lontana) da dove lavoro io, alle verruche del Captain.
Le magliette di Ino, la bici di Marcello, la griglia del Liga, il casco di Wally, i sorrisi della Ali e della Manu.
I maleducati alla cassa, i rompicoglioni al bar, gli skin sbronzi che fanno dei danni ma poi ti salvano le chiappe. E quel terribile silenzio, opprimente, perché in sottofondo manca una risata. Una risata importante.
La birra artigianale di Zivo, il frigo che non raffredda una cippa, il limoncino che finisce ogni tre per due, le macchine del caffè del 15-18.
L’Erika e la Tania che si offrono per il bar, Michi che racconta dell’Irlanda.
Perché come noi, purtroppo o per fortuna, non ce ne sono tanti.

Ed alla fine della Festa, come tutti gli anni, quando i riflettori si spegneranno e rimarrà solo il canto delle cicale ed il chiarore delle stelle, noi saremo ancora in mezzo alla polvere, a guardare la nostra baracca, e nella quiete della notte qualcuno lo dirà, come sempre.

Guardate che posto di merda. Ed abbiamo combattuto tutta la notte per tornarci.

It’s survival in the city
When you live from day to day
City streets don’t have much pity
When you’re down, that’s where you stay

8 commenti:

Orso ha detto...

No cazzo, volevo scriverlo anche io un post con In the city in sottofondo, adesso sembrerà che ti ho copiato. Vabbè, ti perdono perchè mi è piaciuto quello che hai scritto.

Saluti

Orso

Ele ^.^ ha detto...

...sigh...mi hai commosso..ecco adesso ancora prima che finisca ho già malinconia di questi giorni così intensi e faticosi ma tanto tanto di soddisfazione....ma chi me li ridarà mai indietro momenti tanto belli??

la Dany ha detto...

Mi hai fatto venire:

- la pelle d'oca

- i lacrimoni

- la nostalgia

- troppe tante altre cose

MA SABATO E' VICINO!

Con il cuore son già fra voi!

Ah, mi fa piacere che il mio post ti abbia svelato un così importante segreto!
Un abbraccione a te e alla Ele, ci si vede PRESTISSIMO!!!!

Pappina ha detto...

Che bello.
Proprio bello.
Baci.

ICE ha detto...

io ti capisco in pieno, le sere che buttiamo e i week end in mezzo al freddo di un capannone abbandonato a sè stesso da troppo come solo compagno l'amianto la fuliggine del calderone, io che giro i colori e mischio la colla...poi tutto finisce in coriandoli e quando ritorno li dentro l'ottobre dopo mi dico: cazzo giàqui? felice di esserci.
noi ci portiamo dentro qualcosa di prezioso che nessuno ci potrà mai portar via...il ricordo di aver fatto, e aver dato fino all'ultimo fottutissimo ed energico istante tutto quello che potevamo!
brindo a voi, compagni della bassa reggiana.
domani sera scendiamo ridicoli in piazza noi, per l'ennesima volta, poi ci vedrai, in mezzo alle risa, alle teste che scrollano e dicono "poverini2 e in mezzo a noi che solo noi sappiamo la differenza che fa...
quella differenza che fa nel farla!
ciaoooo
un bacio Lillino!

la Dany ha detto...

Non ci credo.
Tre ore e sono a Reggio!
Il Borko e la Freak vengono a prendermi in stazione e son tutta un fremito!

E stasera... Tutti al PARCO! Mica cazzi!

Anonimo ha detto...

....ehhhh ma ci sono anche io....felice di esserci!
a stasera...come sempre!
baci aly

Etta ha detto...

Ma se il prossimo anno fate ancora questa Festa qui, io posso venirci?