17 settembre 2008

Colpo di fulmine

On Air: Thunderstruck – AC/DC

*un uomo corre in mezzo alla pioggia battente, raggiungendo una macchina, e vi sale a bordo. Avvia il motore, accende i fari, si immette in strada e guida parlando verso la telecamera*

“Qui nella bassa ci sono un sacco di posti strani. Ogni bar, ogni osteria, ha i suoi volti e le sue figure storiche, i suoi mobili e le sue vetrine, le sue scritte sui muri ed i suoi liquori illegali. Una terra di confine che certi cantanti folk ci scriverebbero su canzoni per vent’anni. E qualcuno, effettivamente, l’ha fatto.

“Noi bambini grandi di oggi ci siam cresciuti dentro, a sti’ posti, popolati di gente strana, a volte pessima, di fumo e di tavoli da biliardo. Vigliacco quella volta che c’era un mazzo di carte per fare una briscola, e se lo trovavi:

a) lo stava usando il solito gruppo di vecchietti che intavolavano tutti i fottuti giorni un torneo triangolare con eliminazione all’italiana, conteggio dei punti in media inglese, e dichiarazione dei vincitori tramite l’interpolazione lineare di Ogino-Knaus, oppure

b) ci mancava regolarmente una (e mai più di una) carta.

“Allora ti mettevi a giocare ai videogiochi, che da noi arrivavano sempre un po’ di tempo dopo, rispetto alla città, ma roba di poco: un lustro o due. Cioè, mentre il mondo civilizzato si destreggiava ad Arkanoid o Super Mario Bros, noi eravamo ancora ad Asteroids e Space Invaders. Nei bar migliori c’era addirittura Pac Man, ma era sempre imballato, quindi non se ne parlava nemmeno”.

*inchioda improvvisamente in mezzo alla strada. Un gatto attraversa tranquillamente la carreggiata, e salta con un gesto aggraziato oltre una siepe. Bestemmiando con lo sguardo, inserisce la prima e riparte*

“Ad un certo punto della tua vita, e cioè con l’avvento di quel miracolo burocratico chiamato patente, riesci (coadiuvato dagli amici più volenterosi e disponenti del suddetto documento) ad allontanarti da quella tana di vizi, ma conservi nel tuo background tutta una inimitabile rastrelliera di bestemmie, parolacce, imprecazioni ed insulti che tante volte ti tornano utili, nei momenti difficili. Ed inizi a scoprire che esistono anche locali frequentati dalle ragazze (OH MIO DIO MA C’E’ UNA DONNA QUI DENTRO!), bevande diverse dal “bianchino da mille lire”, carte differenti da quelle da scopa. Addirittura esistono fogli per segnare i punti che non siano sponsorizzati dall’elettrauto del paese. E scopri una figura mitologica, fino ad allora ignota, che segnerà per sempre la tua esistenza: la cameriera”.

*mette fuori la freccia e si infila in una stretta viuzza di campagna*

“E così inizi a girare per tutta la vallata, cercando di rimediare qualcosa per passare la serata, indifferentemente dal fatto che si tratti di una donna o di una sbronza atomica (o, a volte, entrambe). Conosci gente, conosci posti, vedi cose, ti muovi; inizi ad accumulare numeri di telefono, bigliettini nel portafogli ed un valore di transaminasi non proprio congruo con quello massimo segnalato sugli esami del sangue. I tuoi amici patentati ti mostrano quali sono le strade basse da percorrere quando sei un po’ alticcio e non vuoi farti tanare dagli sbirri, anche se a distanza di anni capirai nella peggiore delle maniere che non si guida da ubriachi.

“E un bel giorno compi 18 anni. Cazzo, sei maggiorenne. Niente più scazzottate a cuor leggero, che adesso sei penalmente perseguibile in maniera pesante. Niente più coglionate da ragazzino, perché ormai non lo sei più (nella tua testa, almeno). Però.

“Eh, però. Però, il compleanno della maggiore età, non lo festeggi in maniera decorosa?”

*passa di fianco ad una casa sul cui ponte di entrata è legato un mazzolino di fiori e, appena sotto, sta appoggiato un bicchiere di birra vuoto. Alza la mano in segno di saluto*

“Ed allora uno dei tuoi amici ti fa: stasera ti portiamo in un posto dove non sei stato mai, anche se è qui vicino; e tu fai: ma com’è sto posto? perché stasera voglio fare una festa grossa, ma grossa grossa.

“Beh, ti dice lui, non è proprio come gli altri, è un po’ strano, ma vedrai che ti piace. E allora, dico io, com’è che non mi ci avete portato prima?

*mette fuori la freccia ed entra in un parcheggino molto piccolo. Sistema la macchina, spegne il motore ed i fari, ed esce. Piove ancora*

“Perché lo abbiamo conservato per il tuo diciottesimo compleanno”.

“Beh, a questo punto della mia vita, a poco più di un mese dal mio trentunesimo anno di età, messo come sono messo, di ringraziamenti posso farne veramente pochi. Ma uno, grande, enorme, va sicuramente ad Arte, Ceres, Mario ed il Ciccio, perché quel Lunedì 23 Ottobre 1995 mi trascinarono, in una notte piovosa come questa, sotto i lampi ed i fulmini, in questo posto perso nelle nebbie, che se non sai dove guardare lo scambi per un distributore di benzina, dove la Guinness è buona come un bacio della mamma e la gente è vera come una stretta di mano.

“Posso ringraziare anche Lolla, Erika e Wally per ogni birra che mi hanno spinato, ma ci metterei troppo. Posso ringraziare Sgnavra per quella terribile notte in cui mi ha fatto bere perché era necessario. Vorrei ringraziare Macchinone per quella sbronza prima dell’ultimo esame dell’università, ma non posso più. Ringrazio Mattia perché mi ha voluto bene per come ero, e me ne vuole per come sono diventato. Ringrazio Iaures per quella spalla dove piangere, quando non ne potevo più.

“Ringrazio tutti quelli che ho conosciuto, che sono troppi, veramente troppi per nominarli tutti, perché mi hanno dato una Casa. Un posto dove stare”.

*alza la testa verso il cielo, ed allarga le braccia sotto la pioggia. L’inquadratura si allarga e gli passa alle spalle. Davanti a lui, su un cartello verde, una scritta titoleggia “The Shannon Irish Pub” in giallo*

“E ringrazio il cielo perché, in una notte schifosa come questa, anche io ho un posto dove andare”.


Sound of the drums
Beatin’ in my heart
The thunder of guns
Tore me apart
You’ve been – Thunderstruck

P.S.: ma, mai capirete quanto un uomo possa arrivare ad amare un luogo. Perché non è solo un luogo, è una situazione. Chevvelodicoaffà.

Baci,
-L.

24 commenti:

Ele ^.^ ha detto...

già...di quelle sitazioni che aiutano a vivere un pò meglio...

rompina ha detto...

bellissimo.

semplicemente.

la Dany ha detto...

Già, che ce lo dici a fare. A me poi, che post-nostalgia sullo Shannon mi ritrovo a farne a mesi alterni. A me che quel posto ce l'ho nell'anima. A me che ogni volta che torno a casa, torno lì.

E' l'angolo di cielo di ognuno di noi.

Mafalda ha detto...

HO le lacrime agli occhi ... e un abbraccio per te che parte dal cuore!

Bacio!

Larry ha detto...

Mi fai il conteggio dei Km sulla mappina anche da Roma?
:)

Vale ha detto...

Mmm, i post nostalgici. Che io mica li so scrivere così bene questi sentimenti, ma quando li leggo da te mi rendo conto che sono anche miei. E mi emoziono. Grazie!

Chicca e Franz ha detto...

Caro Lillo, sei un poeta!
E' proprio vero, certe immagini ti rimangono per sempre e vale la pena vivere anche per questo!
Bacioni
Franz

Rainwoman ha detto...

splendido...nostalgico...e mi ha fatto pensare al "mio" posto...

Pappina ha detto...

idem come sopra.

Orso ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Orso ha detto...

Oh, di scuse per bere ne ho sentite tante, ma questa...

.....questa mi convince!
Fatti una Guinness alla mia.

Orso


P.s. il 16 dicembre vado a vedere gli Ac/Dc....

ice ha detto...

perchè tutte le volte che leggo ste cazzo di storie che scrivi mi viene il magone? che poi il magone pesa se ti pesta un piede, tu pensa quando gli cade anche il calderone!

cazzo! a domani.

Cicapooh ha detto...

di passaggio per caso... bellissimo racconto... ritornerò :)

mamma mia ha detto...

che tristezza.

Callista ha detto...

Il nostro poetico lillo, che meraviglia.
Un bacio

Pupottina ha detto...

i luoghi si amano ... è vero!!!!

si vive di un posto e lo si conosce tanto profondamente da sembrarci stretto... poi per questo si crede di odiarlo, ma in realtà è che non si comprende quanto lo si ama........

è strano questo post... nel tuo blog....
che hai? che ti è successo?
cosa ti hanno fatto i vicini?
esci da questo corpo!!!!

Pupottina ha detto...

dove sono finite le 5 dita di violenza?

Etta ha detto...

Ma quanto mi piace a me il Lillo quando si lascia andare in questo modo.. un bacio gigante. E un abbraccio forte.

Maria Rita ha detto...

.....oooO..............
....(......)...Oooo....
.....).../. ...(.....).
.....(_/........).../..
.............. (_/.....
.........CORRI AL......
..........MIO BLOG!....
.....oooO..............
....(......)...Oooo....
.....).../. ...(.....).
.....(_/........).../..
............... (_/....
.......................
SEI STATO NOMINATO ALL'
......AdM AWARDS!......

gg ha detto...

Ma tutte quelle virgolette per cosa stanno?

Navarre Raee ha detto...

Tu devi fare lo sceneggiatore...
Ma se lo sei già, beh... allora: lubamba e mescalina!

Etta ha detto...

Oi Lillù, ripassavo di qua.. un altro abbraccio e buon fine settimana!

Spippy ha detto...

Oi Lillo, tutto bene??? Sono di nuovo Etta..o meglio Spippy..insomma, questa maledetta crisi d'identità!!! Scherzo, sto benone!! Fatti sentire!!

Bacio

Maria Rita ha detto...

NUOVO POST! NUOVO POST! NUOVO POST!

(questa volta duro e sanguinolento come solo tu sai fare con le tue 5 dita di violenza...)