22 dicembre 2008

Errare è umano

L'ho rifatto. L'unica cosa che posso fare, a questo unto, è chiedere come regalo a Babbo Natale che non succeda più.
L'ho rifatto, non uguale, ma cambiava poco.
L'ho rifatto. E sto male.

09 dicembre 2008

Quando è troppo, è troppo

Venerdì 28 Novembre è stato il mio ultimo giorno di lavoro.
Che fino ad oggi (diciamocelo) ho cazzeggiato un po’, mi son fatto i fattacci miei, ho ripulito la camera, e tutte quelle cose lì.

Però, il punto non è questo. No, il punto è che Venerdì, appunto, nevicava, e veniva giù proprio bene, che ci ho messo un pochino ad arrivare a casa.
Ma neanche questo è il punto.

Il fatto è che, prima di spegnere le luci, chiudermi la porta alle spalle e lasciare il parcheggio per l’ultima volta, ho fatto quello che facevo di solito prima di incamminarmi verso il mio paesello: sono andato a fare la cacca.

E uno dice:”E chissenefrega no?”

No, perché non è neanche questo il punto.

Vedete, nel bagno dell’Azienda (*inchino rituale*) in cui lavoravo c’è uno di quei mobili strani, bianchi, tipo spogliatoi da ospedale, con un’anta apribile sopra, una sotto, e con un cassetto in mezzo, con i pomelli cromati. Si, quelli che son sempre sbilenchi, anche se cerchi di spessorarli.

Ecco, in bagno c’è uno di quei mobili lì, e tre anni fa, quando sono arrivato e sono andato in bagno per la prima volta, ho scoperto che quel mobiletto lì, posto strategicamente di fronte al water, in realtà non è nient’altro che il ripostiglio della carta igienica.

Sì, era pieno imballato di carta igienica. Una roba che hanno abbattuto un quarto d’Amazzonia per fare tutta quella carta da culo lì. Ma non è il punto. No, neanche questo.

“E quando vuoi che finisca, porco cane, tutta sta carta”, pensavo.

E invece, Venerdì sera, apro l’armadio al termine della, ehm, funzione, e mi ritrovo a fissare un mobile tristemente vuoto. Niet, niente, nada, il vuoto, the void, l’assenza di materia. Meno male che c’erano rimasti 5-6 strappi nel rotolino sopra il termo.

Ecco. E’ questo. E’ proprio qui, il nocciolo della faccenda. Ed il mio rammarico è stato capirlo solo mentre chiudevo la porta e giravo la chiave nella serratura. Meglio tardi che mai.

Già, perché anche se nevicava, c’era un freddo cane e c’ho messo molto per tornare a casa, il punto è che non hanno più niente, lì, per pulirsi il culo, e la cosa mi ha tenuto allegro per tutto il tragitto.

Baci,
-L.

P.S.
Ho già iniziato a scartabellare per trovarmi un impiego. Credo che imprenderò in proprio, sto giro, giusto per fare un tentativo, che Pappina (anzi) la Pappina c’ha ragione, che io come dipendente sono un po’ troppo, ecco, autonomo nei ragionamenti e nei discorsi.