14 febbraio 2009

We want you

Che alla fine, un buon amico che ti chiama stando dall'altra parte del mondo solo per sapere come stai, è sempre una gran cosa.

12 febbraio 2009

Che certi giorni alzarsi dal letto non è una buona idea

L’altro giorno stavo pensando (che già di suo è un evento di una certa rilevanza, mica succede tutti i giorni, eh).
No, mi dicevo proprio, certo che te, Lillo mio, hai un tempismo che non è da tutti. Cioè.
L’Italia va in malora (oddio, in realtà il mondo va in malora, ma stiamo nel piccolo, va) e te cosa fai?
Ti metti in proprio.

Minchia, un genio.

Poi ti incazzi se hai poco da fare.
Delle volte vorrei fare causa ai miei genitori, perché potevano almeno metterceli tutti, i pezzi, quando mi hanno fatto, o magari potevano dimenticarsi qualche parte meno importante del cervello.

E di seguito a tutto ciò scatta inesorabilmente:

a- Il conteggio dei tuoi anni
b- Il conteggio di quello che avresti voluto/dovuto fare ed invece no
c- Il conteggio dei tuoi numerosi e clamorosi fallimenti
d- La constatazione che non hai ancora combinato un cazzo nella tua vita (ma ci provi), che sei una merda, ma soprattutto che non ci sono più le mezze stagioni
e- L’insorgere di una depressione post-cognitiva di magnitudo 5.6
f- La voglia di redenzione che, come nei migliori film per famiglie, ti scava dall’interno, facendoti pensare cose assurde, del tipo “da domani si cambia” o addirittura “la prossima volta bevo meno”
g- La tristezza del sapere benissimo che questo ragionamento l’hai già fatto millemila volte e non ti ha mai portato da nessuna parte

Per cui: perché mi incazzo? Tanto manco ne vale la pena.
Passa la tua vita a sbronzarti la sera, facendo finta che vada tutto a meraviglia, e smettila di rompere le balle all’equilibrio cosmico con ste menate. Ecchecazzo.

Ma anche no.
Lo so che voler far da soli è difficile, ci vuole tempo, pazienza e tanto culo, ma io non ho mai avuto nessuna di queste tre cose. E mi sento male, e non ho voglia di scrivere, di allenarmi, di fare niente.
Male, Signor Anderson.

Passerà?
Mah, non ne sono mica convinto.
Intanto dovrei consolarmi (secondo illustri fonti giornalistiche) solo sapendo che tutto il resto del mondo non sta meglio di me, che illuminati professionisti pagati fior di quattrini non si spiegano perché i figli si stacchino dal nido dei genitori sempre più tardi, ma soprattutto perché Venezia sia un bel posto, ma andarci a vivere non se ne parla.

Insomma, oggi è una gran giornata di merda.

Bacio.