12 febbraio 2009

Che certi giorni alzarsi dal letto non è una buona idea

L’altro giorno stavo pensando (che già di suo è un evento di una certa rilevanza, mica succede tutti i giorni, eh).
No, mi dicevo proprio, certo che te, Lillo mio, hai un tempismo che non è da tutti. Cioè.
L’Italia va in malora (oddio, in realtà il mondo va in malora, ma stiamo nel piccolo, va) e te cosa fai?
Ti metti in proprio.

Minchia, un genio.

Poi ti incazzi se hai poco da fare.
Delle volte vorrei fare causa ai miei genitori, perché potevano almeno metterceli tutti, i pezzi, quando mi hanno fatto, o magari potevano dimenticarsi qualche parte meno importante del cervello.

E di seguito a tutto ciò scatta inesorabilmente:

a- Il conteggio dei tuoi anni
b- Il conteggio di quello che avresti voluto/dovuto fare ed invece no
c- Il conteggio dei tuoi numerosi e clamorosi fallimenti
d- La constatazione che non hai ancora combinato un cazzo nella tua vita (ma ci provi), che sei una merda, ma soprattutto che non ci sono più le mezze stagioni
e- L’insorgere di una depressione post-cognitiva di magnitudo 5.6
f- La voglia di redenzione che, come nei migliori film per famiglie, ti scava dall’interno, facendoti pensare cose assurde, del tipo “da domani si cambia” o addirittura “la prossima volta bevo meno”
g- La tristezza del sapere benissimo che questo ragionamento l’hai già fatto millemila volte e non ti ha mai portato da nessuna parte

Per cui: perché mi incazzo? Tanto manco ne vale la pena.
Passa la tua vita a sbronzarti la sera, facendo finta che vada tutto a meraviglia, e smettila di rompere le balle all’equilibrio cosmico con ste menate. Ecchecazzo.

Ma anche no.
Lo so che voler far da soli è difficile, ci vuole tempo, pazienza e tanto culo, ma io non ho mai avuto nessuna di queste tre cose. E mi sento male, e non ho voglia di scrivere, di allenarmi, di fare niente.
Male, Signor Anderson.

Passerà?
Mah, non ne sono mica convinto.
Intanto dovrei consolarmi (secondo illustri fonti giornalistiche) solo sapendo che tutto il resto del mondo non sta meglio di me, che illuminati professionisti pagati fior di quattrini non si spiegano perché i figli si stacchino dal nido dei genitori sempre più tardi, ma soprattutto perché Venezia sia un bel posto, ma andarci a vivere non se ne parla.

Insomma, oggi è una gran giornata di merda.

Bacio.

8 commenti:

Pupottina ha detto...

ciao Lillo....
anche io faccio i tuoi stessi ragionamenti....
vorrei non essermi laureata se poi faccio il lavoro che faccio e mi vedo tagliate le gambe dappertutto perché non ho le giuste amicizie....

sì, la maggior parte dei giorni sarebbe bene non alzarsi....
sorridiamo che ci passa....
^______________^

forse...

Rainwoman ha detto...

Ce la farai... Perchè sei tu, e la stima che ho di te... Beh, di sicuro non mi sbaglio!

Franz ha detto...

Caro Lillo,
le crisi ci sono e ci saranno sempre. I giorni brutti si alternano a quelli belli, ma ricordati che una giornata dura 24 ore e prima o poi finisce!.
Hai rischiato ed hai fatto bene, ti sei messo in gioco e questo ti rende meritevole di tutela.
PUOI FARCELA!!!
Ne hai passate tante e sei ancora qui a combattere, questa è solo una brutta giornata!
Un abbraccio forte forte
Franz

Cicapooh ha detto...

ammazza poi penso che sò solo io a sentirmi così...eh no...poesse che me batti ;)

"The ArtiSt" ha detto...

Tranquillo, non sei solo sei...in ottima compagnia....

Pappina ha detto...

una signora, in un momento particolare, mi disse: ora avrai 29 brutti giorni su 30, poi 13 su 14, poi 6 su 7, poi 2 su 3, poi inizierai a contare al contrario, e alla fine avrai 29 giorni buoni su 30.
ebbe ragione.
(per un periodo, adesso 29 giorni buoni su 30 mi sembrano un'aspirazione esagerata)
bacio.

Q.I.-QUEENICE ha detto...

allora qui mica siamo tutti a fare i parrucchieri alla bambole?! hai bisogno una segretaria vengo io! fotocopie, battitura testi e archivio! questa è la mia mansione . una laurea , un diploma di ragioneria, 3 corsi intensivi di lingua russa, 3 specializzazioni nel campo dell'infanzia, quella difficile.

"signorina bea ( vuoi mica chiamarmi Beatrice grosso imbecille) me lo rilega?"

" certo usasse il congiuntivo ed il condizionale -glielo rilegherei in mezzo al culo- con la copertina o senza?"

"come le pare, a lei"

"come mi pare a me" cacofonico ma d'impatto!

non lamentarti di gamba sana Lillo, almeno tu sei il tuo capo!

Spippy ha detto...

E' passata più di una settimana dalla data in cui hai scritto questo post e non sai quanto mi dispiace non essere passata prima di qua a monitorare la situazione. Perchè, lo sai, un abbraccio per te ce l'ho sempre pronto nel cassetto, per ogni evenienza.

Anche adesso. Solo che questo è speciale, perchè deve rimediare al suo ritardo e farti nascere un bel sorrisone a 3456 denti.

Forza Lììììììììììì !!!!