28 maggio 2009

Time, for a change

Due ore e mezza.

Che insomma, ho capito che vuoi essere sicuro, che non ti puoi permettere di sbagliare sulla valutazione, che hai una certa responsabilità.

Ma due ore e mezza, Cristo.

Sai quanta roba posso fare in due ore e mezza?

Che poi c’era anche Elena che mi aspettava.

Ma tu no, chemmenefregammè, avrai pensato. E c’hai pure ragione, eh, ci mancherebbe. Sei tu quello che comanda. Però scusami, ti volevo chiedere una cosa.

Che non è carina, fa pure un po’ presa per il culo, però non resisto, ma soprattutto devo organizzarmi:

se per darmi la cintura verde, c’hai messo due ore e mezza, per la nera cosa faccio, mi prendo una settimana di ferie?

3 to go, mates.
Baci,
-L.

25 maggio 2009

..

Essere tristi d’estate non è bello.

Però, effettivamente, c’è poco da ridere.

In questi pessimi momenti mi ricordo di quando ero piccino, e non avevo i problemi che ho ora. Non riesco comunque a provare nostalgia per quei momenti: il fatto di ignorare completamente quello che mi aspettava non era una benedizione, anzi.
Con la consapevolezza arrivano le responsabilità ed i brutti momenti, ma tutto questo non è una giustificazione per l’ignoranza.

Almeno, fuori c’è il sole.

Ça va.

09 maggio 2009

Kimura


Chinati.
Di più. Si, l’hai schivato, ma di poco. Usa di più le gambe.

Muoviti.
Ecco, così. Bravo.

Adesso afferralo. Per la felpa.
No, non per il bavero.
Lo sai quello che devi fare.

Bene, proprio così.
Passa sotto, adesso. Tieni quell’avambraccio, per Dio.

Ok, l’altra mano, adesso.
Così.
Ce l’hai.

E adesso grida il mio nome, schiantalo per terra, e fa in modo che questo stupido capisca che tu sei il magro sbagliato a cui rompere i coglioni.