21 agosto 2009

Ventun Agosto Duemilanove

6.
Sembra ieri. E forse lo è.
E non lo scrivo, che tanto lo sai, no?
-L.

08 agosto 2009

Così va, se vi pare.

- Ciao.
- Mh.
- Serata dura, eh?
- Mh.
- Non ti trovo molto socievole, oggi.
- Scusa, è che ho esagerato.
- Effettivamente potevi fare con meno.
- Oh, chettedevodì…
- Si, dai, non è che ad ogni compleanno, anniversario ed onomastico ti puoi ridurre così.
- No, non è mica colpa del compleanno del Capitano.
- Ah no?
- No.
- E di cosa allora?
- Lo sai.
- Ma smettila.
- No, davvero.
- Ma sei ancora messo così?
- A quanto pare.
- Cioè, fammi capire… hai bevuto per non pensarci?
- Per dimenticare, per essere più precisi.
- Per dimenticare cosa?
- Lo sai.
- Non ti puoi dimenticare... quella roba lì.
- Ed infatti non ci sono riuscito, però, almeno per un po’, ce l'ho fatta a non pensarci.
- Ma venire a casa non era più semplice?
- Non posso mica andarmene ogni volta. Devo abituarmi.
- Certo che bere per dimenticare è proprio un cliscè cinematografico.
- Si dice cliché.
- Si vabbè, quello. Rimane il fatto che è una roba… pietosa?
- Me ne rendo ben conto.
- Senza considerare che rischi la pelle e la patente tutte le volte.
- E’ più della pelle, che mi interesso, la patente l’ho messa in conto anni fa.
- E allora che cosa hai pensato di fare?
- Boh.
- Non è un granché, come piano.
- Effettivamente fa schifo.
- E quindi?
- Per adesso vado in Sardegna, poi ci penserò quando torno.
- Rinviare di una settimana non cambierà niente.
- Ed infatti sarebbe una gran cosa andarmene.
- Addirittura?
- Lo sai meglio di me come mi sento. Cosa sento.
- Parlarne?
- E con chi?
- Con le persone interessate.
- Questa mi sembra una cazzata.
- Perché?
- Perché non voglio ferire nessuno a cui voglio bene, quindi faccio quello che mi riesce meglio.
- Mentire?
- No, andare avanti.
- Per arrivare dove?
- Non so dove arriverò. Però almeno so dove non devo andare.




"Solitudine non è essere soli, è amare gli altri inutilmente".
Mario Stefani.


Buone vacanze, brava gente.
-L.

04 agosto 2009

Lillo caput mundi

Fatto. Finito. Stop.
Adesso dobbiamo solo smontare tutto e poi siamo a posto.

Questa edizione della Festa del Partito di Sticazzi (giusto per capirci che me ne interesso davvero tanto, di politica) è stata durissima, ma la nuova squadra del bar ha tenuto botta. Con malinconia e sgagnando del nervoso, ma vabbè.

Certo, avessimo bevuto appena meno e avessimo dormito un po’ di più, magari si sarebbe faticato la metà, però non possiamo mica star qua a pettinare le bambole, no?

Quello che conta è che tutti si siano divertiti (qualcuno di più, qualcuno di meno).
L’ormone era altissimo come al solito (non per nulla, il ritrovo abituale viene definito “l’Ormonificio”), ma nessun incidente diplomatico, anche se alla fine abbiamo constatato di aver sfiorato la tragedia un paio di volte. Oh, non abbiamo neanche fatto a schiaffi, ma neanche una volta. Una roba incredibile, proprio. Meglio. In compenso, le slinguate si sono susseguite con una frequenza impressionante, roba che mi sembrava di essere tornato alle superiori.

L’unico appunto, ecco, che volevo fare… è un’inezia proprio, una robetta da niente, ma insomma… ecco sì, mettiamola così: io te lo dico, che lo so che stai leggendo. Ti conosco, mi conosci (meno di quello che pensi, eh), per cui lo so che sei lì. Ci si arriva dal profilo di FB, quindi non mi sorprende che tu stia leggendo. No, non faccio nomi. Ho evitato accuratamente anche di dare ad intendere il sesso, così siamo proprio sicuri.

Per cui. Indi.
Sforzati.
Fammi sto favore.
E’ una roba da poco, ma a me arreca parecchio disagio (e uso pure l’aulico-solenne, merce rara).
Basta anche poco, mica dovete riportarvelo a casa.

Ma se proprio dovete venire a chiavare sul palco dei concerti, il preservativo almeno buttatelo nel cestino, per Dio.

E poi dicono che sono permaloso.